Giorgetti propone una Costituente: “Cambiamo le regole del gioco”


“Sediamoci a un tavolo per dare un governo decente a questo Paese. Ci si mette d’accordo per cambiare le 4-5 cose necessarie, magari anche la legge elettorale”
Milano, 11 nov. “Se andiamo avanti con tre anni di governo che non decide e si fa una legge elettorale proporzionale questo Paese è spacciato, chiunque vada a governare, Salvini o chiunque altro”. Lo dice il leghista , a Milano, in Fondazione Feltrinelli. La proposta di Giorgetti è “sediamoci a un tavolo per cambiare le regole del gioco”, proponendo una sorta di costituente.
“Dico semplicemente, non autorizzato da Salvini, quindi nessuno può dire che io suggerisco… io in questo momento direi agli altri: scusate, ma sediamoci a un tavolo per cambiare il gioco e per dare un governo decente a questo Paese”. Un tavolo per le riforme costituzionali, “era l’unica cosa che bisognava fare a mio giudizio il 20 di agosto. L’interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così, ci si mette d’accordo per cambiare le 4-5 cose necessarie, magari anche la legge elettorale, non so in che forma, ma per dare la possibilità a chi governa di decidere”.
“Il nostro Paese merita una stagione di riforme: senza riforme radicali non si va da nessuna parte. Credo che la proposta di Giorgetti possa aver senso” commenta il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. La Lega però, è due “anime assieme”. C’è un’anima, osserva, “come quella rappresentata da Giorgetti e da Zaia, che ha una buona dose di concretezza, ma c’è un’anima prevalente che è quella di Salvini che va avanti a slogan”.
Però, dice, “ho raccolto questa provocazione di Giorgetti perché la situazione nel nostro Paese se non è grave come nel dopoguerra è comunque molto grave. Ormai abbiamo il 45% di persone che lavorano e il 55% che non lavorano. I dati ci dicono che il carico delle pensioni sarà insostenibile per cui il nostro Paese è in una situazione tendente al drammatico. Le riforme non possono essere piccole e di breve termine ma con una visione a lungo termine e radicale”, conclude Sala.

(Adnkronos)