2.400 ore di attesa per il DURC pur avendo pagato in tempo tutti gli F24.

2.400 ore di attesa per ricevere il DURC pur avendo pagato in tempo tutti gli F24. Federcontribuenti: ” un nostro artigiano da agosto 2019 ad ottobre 2019 ha dovuto versare, oltre a tutti gli F24 sempre regolarmente versati, ulteriori 4 mila e rotti euro all’INPS per ottenere un DURC che gli spetta di diritto proprio perché in regola con tutti i pagamenti degli ultimi 5 anni”. Occorre una riforma urgente e una concreta riflessione sul ruolo dell’INPS. Con quale motivazione l’INPS chiede altri soldi?

Il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) è il documento con il quale, in modalità telematica e in tempo reale, si dichiara la regolarità contributiva nei confronti di INPS, INAIL.

Senza il DURC non si accede al lavoro e non si possono ricevere i pagamenti. Il Durc è, in sintesi, un controllo fiscale costante sull’imprenditore ed avviene ogni 120 giorni.

100 giorni dalla richiesta di un DURC online che non arriva e non ti spieghi l’attesa perché hai sempre pagato gli F24 in tempo e allora inizia la via crucis all’INPS: ”il DURC lo richiedi online ma, ti ritrovi sempre in coda all’INPS per le dovute spiegazioni”.

A cosa è dovuto questo ritardo?

”Gli artigiani e i titolari di un’impresa commerciale sono tenuti al versamento dei contributi previdenziali propri e dei loro collaboratori. Se i redditi superano il minimale fissato annualmente, è necessario calcolare ulteriori aliquote contributive. Ad esempio per l’anno 2019 il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS è pari a 15.878 euro (circolare INPS 13 febbraio 2019, n. 25). Superato il reddito di 15.878 si calcolano i contributi eccedenti il minimale comprovando la nostra tesi che afferma che in Italia il Fisco non conosce limiti”.

Quanto si versa all’anno di contributi INPS?

Se il reddito non supera la soglia minima si pagano 2.887,14 euro di contributi annui anche se il reddito è pari a zero. ”Un lavoratore dipendente non ha tutele, non ha licenze, permessi o ferie. Se sta male o ha avuto un incidente che gli impedisce di lavorare è chiamato lo stesso a versare in toto i contributi senza sconti o tregue”. Su un reddito di impresa pari a 18.000 euro annui si versa oltre ai 2.887 euro di contributo minimo obbligatorio il 20,09% dell’eccedenza cioè 3.623 euro.

E si raddoppia per numero di dipendenti.

Vediamo il dettaglio.

Nel caso di questo artigiano di Napoli, i contributi eccedenti il minimale dal 2016 ad aprile 2019 sono stati calcolati in circa 4 mila euro: ”minacciato di DURC ha pagato non senza problemi, ma il DURC non gli è stato ancora rilasciato. Inoltre se vorrà appurare l’autenticità del calcolo dovrà pagarsi un consulente e avviare tutto un iter legale che comporta costi e tempi difficilmente compatibili con la vita lavorativa di chi, a comodo, viene sempre etichettato come evasore, ma che in realtà subisce costantemente un controllo fiscale senza alcuna tutela”.

Alla data di oggi, 22 ottobre e dopo aver versato altri 4 mila euro circa all’INPS il DURC risulta regolare per INAIL e Cassa Edile ma in attesa di verifica per INPS. Intanto l’artigiano deve prendere tempo con chi gli chiede il DURC per avviare i lavori con il rischio di perderli.

”Ora diteci chi sono gli evasori, gli speculatori? Perché qui si sono rotte tutte le logiche! Il senso di fare la dichiarazione dei redditi poi, a questo punto, lo dobbiamo trovare”.

Conclusione.

Ricordiamo che questo piccolo lavoratore autonomo versa, sempre all’anno anche l’INAIL e la CASSA Edile, pagando di tasse sul lavoro circa 5.500 euro l’anno più gli imprevisti come quello di sopra. Ricordiamo che un lavoratore autonomo non ha alcuna tutela di nessun tipo se gli succede qualcosa a lui o alla sua famiglia.

Secondo voi, quanto deve guadagnare questo piccolo lavoratore per riuscire a versare 5.500 di contributi; avere un guadagno da portare a casa e magari anche un solo dipendente. Per il governo, 15 mila euro, vi pare normale, congruo?

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(Federcontribuenti)