Manovra fiscale e taglio al cuneo. Anche questo governa dimentica quei 76,5 mld di mancato gettito per il caos bonus

Legge di bilancio e manovra fiscale. Federcontribuenti: ”l’imposizione fiscale non è tarata sui redditi, ma sull’evasione fiscale. Attenzione agli eccessi: un conto è tassare i redditi e un altro è combattere l’evasione fiscale”. Taglio al cuneo fiscale: ” 3 mld di sconto fiscale per una platea di circa 19 milioni di lavoratori dipendenti per circa 35 euro in più al mese in busta paga. Ancora una volta si lasciano fuori le PMI, le uniche in Italia a pagare le tasse e a creare occupazione”. La strada del bancomat obbligatorio è giusta, ma prima occorre dotare tutti i contribuenti di un reddito, di un conto a zero spese e di equità fiscale. Austerity contro i consumatori

L’Italia è terzultima nella UE per uso di carte e bancomat: ”le cause sono totalmente politiche e culturali: costi bancari elevati; sistema fiscale contorto e, non ultimo per importanza, redditi bassi e scarso contrasto al nero”. Gli italiani usano il contante per l’86% della loro spesa, ma chi sono? ”Anziani e minori e poi i lavoratori a nero ma, anche i criminali come i contrabbandieri o i portatori di mazzetta. Ricordiamo che le PMI e gli esercenti sono controllati alla base attraverso il DURC, senza il quale non possono lavorare o ottenere pagamenti”.

La media europea sull’uso di carte di credito è del 74%. Il contante in circolazione in Italia è pari a 197,7 miliardi di euro Il valore delle banconote in circolazione è pari all’11,6% del PIL. La quantità di denaro prelevato agli sportelli bancomat è aumentato dell’8,9% all’anno, fino a raggiungere i 193,6 miliardi di euro. Il 14% degli italiani sopra i 18 anni non ha un conto corrente. ”Prima di obbligare i pagamenti con il bancomat si doveva costruire un Paese a misura. Avete mai visto un POS in uno studio medico? In uno studio notarile o legale? Invece ne troviamo facilmente negli esercizi commerciali e questo significa che ancora una volta la guerra la si farà ai superstiti della crisi economica”.

Taglio al cuneo fiscale del valore di 3 miliardi: ” Questo è il terzo governo a cui ricordiamo che attualmente sussistono 468 sconti fiscali, dati in cambio di voti, che valgono la bellezza di 50 miliardi di entrate in meno per lo Stato. Addirittura sul 42% di questi sconti fiscali è stato impossibile quantificare l’impatto economico, perchè nessuno al governo si è preso la briga di riordinare il cassetto dei bonus fiscali e valutare il mancato gettito reale. A fronte di questa importante perdita di denaro annuale sapere che ancora una volta si andranno a danneggiare i consumatori ma anche le PMI fa arrabbiare. Tempo e risorse sprecate”.

Gli sconti fiscali esistenti.

54,5 miliardi di euro per tributi erariali e 22 miliardi per tributi locali per un mancato gettito pari a 76,5 miliardi di euro. ”Occorre subito riordinare il cassetto fiscale azzerando bonus e sconti, detrazioni e quant’altro al fine di riorganizzare l’intero assetto. Quello che il governo deve fare è stabilire le entrate fiscali pro capite a partire dai 25 anni, vogliamo sapere insomma quanto dobbiamo dare a testa allo Stato per vivere tranquilli. Fin quando i governi, perennemente a caccia di denaro fresco, andranno ad inserire bonus e detrazioni contemporaneamente all’aumento di addizionali e accise, costi di carburante e di utenze domestiche, si crea un caos tra tagli e maggior addizionali finendo con il colpire i redditi fino al 70% rendendoci tutti evasori fiscali”.

Evasione fiscale.

Per evasione fiscale si deve intendere il sommerso: ”volendo solo calcolare il valore della prostituzione, l’economia mafiosa e le tangenti abbiamo un valore stimato in 35 miliardi di euro. Questa è evasione, come lo sono le multinazionali ma nessuno fa niente. Manca un piano concreto di lotta all’evasione che vada a colpire non i lavoratori o i contribuenti ma chi vive nell’ombra di uno Stato puramente ipocrita e spesso colluso con le cosche locali”.

Conclusione: ”Il contribuente ha diritto di conoscere la somma totale che deve versare al governo nazionale e agli Enti locali, oltre tale soglia il contribuente ha diritto al risparmio e alla libera circolazione del contante al fine di sviluppare una sana politica economica e di sviluppo. Infine pene severe a chi viene condannato per evasione fiscale con giudizi rapidi e certezze delle pene e delle confische dei beni mobili e immobili ma nessuna guerra contro i salvadanai”.

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(Federcontribuenti)

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