LA CGIA DI MESTRE DENUNCIA: ACCANIMENTO FISCALE CONTRO LE PICCOLE IMPRESE


I DATI DELLA CGIA DI MESTRE DENUNCIANO UN ACCANIMENTO CONTRO LE PICCOLE IMPRESE QUANDO INVECE AD EVADERE SONO LE GRANDI.
BERTIN (PRESIDENTE ASCOM CONFCOMMERCIO PADOVA): “I GRANDI EVADONO MILIONI MA PER IL GOVERNO E’ IMPORTANTE FARCI PAGARE IL CAFFE’ CON LA CARTA DI CREDITO!”

“I numeri sono indiscutibili, le idee del governo molto meno”.
Il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova ha accolto con un misto di soddisfazione e disappunto le cifre diffuse dalla Cgia di Mestre sull’evasione contestata alle imprese e che vede le grandi evadere 16 volte di più delle piccole e dei lavoratori autonomi.
“La soddisfazione è per l’ottimo lavoro di Zabeo e Mason – spiega Bertin – che, ancora una volta dicono che “il re è nudo” e dimostrano, dati alla mano, che non sono i “piccoli” quelli che scassano i conti dello Stato; il disappunto è invece nei confronti di chi, governi di oggi, di ieri e, purtroppo, credo anche di domani si inventano le cose più strane (come i limiti al contante e l’obbligo di carta di credito senza per questo mettere un freno ai costi bancari) pur di colpevolizzare gli unici dai quali riescono a ricavare i denari per far funzionare lo Stato visto che tra trasferimento di sedi in paradisi fiscali, assenza di web tax e dichiarazioni “a somma zero” di più di una “grande”, è praticamente impossibile “fare cassa” per il Ministro dell’Economia”.
Secondo lo studio della Cgia, la maggiore imposta media accertata dall‘Agenzia delle Entrate per ogni singola grande azienda, lo scorso anno è stata pari a poco più di 1 milione di euro, per la media impresa di 365.111 euro e per la piccola di 63.606 euro.
“E questo mi preoccupa non poco – continua il presidente dell’Ascom Confcommercio padovana – perchè a bilancio il ministro Gualtieri indica in 7 miliardi il ritorno dalla lotta all’evasione: sarà tutta a carico di piccole imprese, dipendenti e pensionati?
“In sostanza Bertin, forte dei dati della Cgia di Mestre, torna a ribadire “che non sono scontrini e ricevute quelle che mandano in rosso i conti dello Stato, bensì – come scrive la Cgia – il ricorso alle frodi doganali, alle frodi carosello, alle operazioni estero su estero e alle compensazioni indebite. Reati, quest’ultimi, che non verranno nemmeno sfiorati dalle misure di contrasto all’utilizzo del contante che il Governo metterà a punto nelle prossime settimane”.
Rimane poi sullo sfondo il problema delle complicazioni burocratiche che accompagnano anche il più banale dei versamenti.
“Se pagare il giusto fosse più semplice – aggiunge il presidente dell’Ascom – molti evasori marginali avrebbero convenienza ad emergere con beneficio per le casse statali”.
Difficile che questo accada.
Nel frattempo a Bertin e a tutti i “piccoli” non resta che farsi il sangue cattivo guardando ai dati della Cgia e relativi alle dichiarazioni dei redditi 2018, dove il reddito medio dichiarato delle persone fisiche (ditte individuali e lavoratori autonomi) è stato di 25.290 euro, quello delle società di persone (come ad esempio le Snc, Sas e Ss) 34.260 euro e quello delle società di capitali (Spa, Srl, Sapa, etc.) solo 34.670 euro.
“Ma l’importante per il governo – chiosa Bertin – è farci pagare il caffè con la carta di credito!”

Padova 7 ottobre 2019

(Ascom Padova)

Please follow and like us: