Whirlpool via a cessione del ramo d’azienda

L’atto “sarà perfezionato entro il 31 ottobre 2019”. La rabbia dei lavoratori. Mise: “Decisione grave, l’azienda disattende gli impegni presi”

Roma, 17 set. Whirlpool rompe gli indugi e annuncia la vendita del sito di via Argine a Napoli, 420 lavoratori, alla società Passive Refrigeration Solutions (Prs), attiva nel campo della produzione e vendita di container refrigerati. Una decisione, arrivata dopo 4 mesi di confronto, e che era nell’aria da tempo anche se il governo aveva provato a disinnescarla. Prima con le minacce, come quelle dell’ex premier Luigi Di Maio sulla eventuale revoca dei contributi statali, erogati in questi anni, poi con l’offerta di circa 17 milioni di euro per sostenere il rilancio del sito, previsti nel Dl imprese sulle crisi aziendali varato ad agosto. Ma nessuna delle due opzioni aveva sortito il suo effetto: anzi la seconda era stata giudicata dalla multinazionale americana insufficiente a recuperare la situazione di forte crisi industriale, lamentata da Napoli. L’unica strada per tutelare la massima occupazione a Napoli e offrire un futuro sostenibile di lungo termine al sito, come spiegato da Whirlpool in una nota al termine della riunione, restava dunque la riconversione, ovvero la vendita del sito. Insorgono i sindacati. ”L’annuncio è offensivo e viola l’accordo sottoscritto solo nell’ottobre 2018 sul rilancio degli stabilimenti in Italia, dicono ad una sola voce Fim Fiom e Uilm, chiedendo al neo ministro Stefano Patuanelli, oggi assente dal tavolo, di pretendere rispetto e riconvocare il tavolo di confronto: ”Se Whirlpool disattende l’accordo di cui è firmatario lo stesso ministero, non solo colpisce centinaia di famiglie ma da un segnale inequivocabile di ritiro dall’Italia con grave rischio per tutte le altre fabbriche italiane in difficoltà”, denunciano.
Duro anche il commento del Mise: ”Si tratta di una grave scorrettezza nei confronti del governo e dei lavoratori”, commenta il neo sottosegretario al Mise Alessandra Todde, che avrà con ogni probabilità la delega alle crisi industriali. La critica del Mise è tanto più forte e l’atteggiamento della multinazionale americana è tanto più inaccettabile per il Governo quanto più, sottolinea il vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial, ”i vertici Whirlpool hanno sempre trovato il supporto e la collaborazione di tutte le istituzioni per una soluzione condivisa”. Ma la delusione maggiore è per gli operai, sia quelli in presidio sotto al Mise che hanno avuto momenti di tensione verso la delegazione sindacale al tavolo a cui già avevano chiesto di abbandonare il confronto dopo l’annuncio di Whirlpool, che per quelli rimasti in fabbrica a Napoli. Gli animi poi si riappacificano e per domani è prevista un’assemblea a via Argine che deciderà il blocco dei cancelli mentre è già in calendario per dopodomani una riunione di tutti i delegati degli stabilimenti italiani per programmare a breve uno sciopero del Gruppo. A nulla valgono le rassicurazioni di Whirlpool che in una nota spiega come a sostegno della vendita, che sarà perfezionata entro il 31 settembre, sia pronta a mettere sul piatto 20 milioni di euro per la ”nuova mission” e ad garantire come ”Prs abbia elaborato un progetto di riconversione che individua nello stabilimento di Napoli una struttura idonea alla produzione di sistemi di refrigerazione passiva che sarà in grado di mantenere gli attuali livelli occupazionali”.
D’altra parte, annota ancora la multinazionale americana , nonostante gli ingenti investimenti realizzati negli ultimi 10 anni per circa 100 milioni di euro e le strategie commerciali messe in atto, dal 2009 ad oggi i volumi di produzione del sito, rileva Whirlpool, “si sono ridotti da circa 700.000 a circa 250.000 pezzi annui con un calo delle vendite nel primo semestre del 2019 pari al 36% a livello di export internazionale e del 19% nella sola area Emea”. Duri i commenti di Fim Fiom e Uilm. ”L’avvio della procedura di cessione ramo d l’ azienda per noi è offensiva”, denuncia al tavolo Barbara Tibaldi, segretario nazionale Fiom, che chiede ” rispetto per i lavoratori” e per l’accordo del 25 ottobre 2018. ”Quello che dite so che arriva da oltreoceano, ma se non avete margini di manovra ditelo. Sappiate che i lavoratori non siete riuscite a dividerli e non potete venderli come un ramo d’azienda, è necessario un accordo”, dice il segretario generale Fiom Napoli, Rosario Rappa mentre la Uilm parla di ”atto unilaterale molto grave e il governo deve passare dalle parole ai fatti per impedire la dismissione del sito campano”, dice Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm.

(Adnkronos)