Pediatria: suicidio e autolesionismo, al Bambino Gesù documentario ‘Tagli’

Roma, 10 set. (AdnKronos Salute) – Il suicidio, nel mondo, è la seconda causa di morte tra giovani e giovanissimi. In Italia circa 200 decessi all’anno riguardano ragazzi sotto i 24 anni. La tendenza al suicidio è in calo, rileva l’Istat, ma cresce il fenomeno dell’autolesionismo tra gli adolescenti. In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio e in concomitanza del convegno scientifico ‘Bambini, adolescenti e suicidio: una nuova emergenza’, all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è stato presentato in anteprima il documentario ‘Tagli’. Scritto da Stefano Pistolini, Daniele Autieri e Giuseppe Scarpa, prodotto da Darallouche Film per Discovery Italia, racconta le storie di autolesionismo di tre giovani ex pazienti del Bambino Gesù. Il documentario arriva oggi 10 settembre su Dplay Plus. A ottobre la prima tv su Real Time, canale 31.
“Ana, Erika e Alessandro ripercorrono in prima persona la loro esperienza e il loro percorso di guarigione fino ad oggi insieme a Stefano Vicari, neuropsichiatra infantile e responsabile dell’Unità di Neuropsichiatria infantile del Bambino Gesù”, sottolineano dall’ospedale. “La prima storia a essere raccontata – riferisce una nota – è quella di Ana, una ragazza che inizia a tagliarsi a 13 anni a causa di una disregolazione dell’umore. Lei ripercuote la sua sofferenza nel dolore fisico. La seconda storia è quella di Erika, ragazza vulnerabile e incentrata sul perfezionismo, che a causa di problemi di apprendimento a scuola sviluppa una fobia sociale che la porta a rifiutare il cibo e a tagliarsi. La terza storia è quella di Alessandro, diversa dal quelle delle altre due ragazze. Sin da bambino ha sempre sofferto di un disturbo di ansia generalizzato in tutte le sfide che la vita gli proponeva. Come metodo di autolesionismo ha iniziato a farsi delle docce bollenti autoinducendosi collassi dovuti anche al suo problema al cuore”.
Secondo Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù, “la malattia mentale è forse la condizione di maggiore fragilità che incontriamo nel nostro ospedale. I ragazzi con disturbi mentali vivono una situazione di estrema sofferenza, la loro difficoltà diventa quella della famiglia, che entra in crisi. I genitori si sentono responsabili e tendono a nascondere la realtà che stanno vivendo, schiacciati dallo stigma sociale. I tentativi di suicidio, gli atti di autolesionismo, più in generale i disturbi mentali tra giovani e giovanissimi, sono temi delicati che invece vanno portati alla luce”.
“Bisogna parlarne, con coraggio, per creare consapevolezza, come è stato fatto nel documentario ‘Tagli’ – conclude Enoc – Lancio un appello affinché tutti, strutture sanitarie, istituzioni, famiglie, si impegnino per dare risposte a questo problema. Dobbiamo tutti fare di più”.

(Adnkronos)

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