Reddito guerra di numeri tra Lega e M5S

Secondo il viceministro dell’Economia Garavaglia il 70% di chi ha ricevuto il sussidio non ne aveva diritto: “Stima abusi per 5 mld”. La replica di Castelli: “Numeri non veri”. Inps: “Controlli massivi e preventivi, al momento no dati su irregolarità”. Salvini: “Va verificato subito”. Fornero: “Polemica fa parte di guerra appena iniziata”

Roma, 14 ago. (AdnKronos) – Di Luana CiminoE’ guerra dei numeri al Mef sugli abusi del . Ad accendere la miccia i dati del nucleo per la spesa pubblica della Guardia di Finanza anticipati dal vice ministro leghista dell’Economia Massimo Garavaglia in un’intervista su ‘Italia Oggi’: 7 beneficiari su 10 non avrebbero diritto all’assegno. “La Gdf – spiega Garavaglia all’Adnkronos – aveva disposto un protocollo di controlli anti-abusi che prevede analisi delle banche dati incrociando tutta una serie di informazioni, assicurazioni auto ecc., dati già predisposti sui potenziali richiedenti”. I risultati mostrano “la forza degli strumenti di controllo della Gdf e il fatto che il sistema funziona perché è evasione anche percepire un bonus non dovuto”, aggiunge. Si apre dunque la strada a nuovi risparmi per le casse dello Stato che “possono essere destinati – dice – al potenziamento dello stesso Rdc per chi ha davvero diritto o ad altre misure per la crescita del paese”, come la flat tax sostenuta dalla Lega. Tirando le somme, considerando che il Rdc “è costato circa 10 mld, se tutte le anomalie venissero accertate avremmo risparmi per 7 mld, più prudenzialmente – conclude – direi si potrebbe arrivare a risparmiare fino a 5 miliardi”.
Replica a muso duro del Movimento 5 Stelle. “A Garavaglia diciamo basta sparare cretinate. Lo ricordiamo poco tempo fa dire nessun problema di coperture per la Flat Tax. Mai viste! Se è a conoscenza di percettori del reddito di cittadinanza che non ne hanno diritto andasse alla Guardia di Finanza a denunciare”, afferma M5S in una nota. “I numeri comunicati da Garavaglia, secondo il quale il 70% di chi riceve il reddito di cittadinanza non ne avrebbe diritto, non corrispondono al vero. A me non risulta che la Guardia di Finanza abbia fornito dati in tal senso”, incalza il viceministro pentastellato dell’Economia Laura Castelli.
Sul reddito di cittadinanza serve “un tagliando” di fine anno, un “check” sui miglioramenti da fare perché è “inammissibile” che un disoccupato oggi possa rifiutare lavori settimanali e giornalieri: su questo serve “tolleranza zero”, dice dal canto suo all’Adnkronos il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. Nel novero dei luogotenenti leghisti, Durigon non si esprime sul boom di irregolarità riscontrato dalla Gdf (7 assegni su 10): “Non ho contezza delle cifre”, spiega soffermandosi però sugli aspetti della legge da migliorare: durata dell’offerta congrua, formazione e sinergia con le Regioni, in testa. Il Rdc è uno “strumento nuovo”, dunque sul tema degli abusi “dovremo fare una verifica, un tagliando di fine anno, un check” per evitare che “uno strumento importate per l’inserimento nel mondo del lavoro venga trasformato in assistenzialismo”.
E sul duello delle cifre entra in campo l’Inps. “Abbiamo ricevuto quasi 1,5 milioni di domande di Reddito di cittadinanza e ne sono state accolte più di 922mila. Ricordo che nella relazione tecnica bollinata dalla Ragioneria Generale dello Stato i nuclei interessati dalla misura sono 1,2 milioni, quindi molto probabilmente il numero dei percettori dovrebbe ancora crescere”, spiega il presidente Pasquale Tridico. I controlli incrociati dell’Inps con le banche dati collegate, aggiunge Tridico, “sono stati massivi e preventivi rispetto all’accoglimento delle domande e la loro efficacia è dimostrata dal fatto che più di un quarto delle domande è stato respinto. Abbiamo continui contatti con l’Agenzia delle Entrate, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, la Guardia di Finanza e le altre Autorità di controllo e l’azione sinergica delle Amministrazioni dello Stato sta facendo emergere il lavoro nero di chi ha provato comunque a chiedere il reddito di cittadinanza, anche se la maggior parte di chi lavora a nero non fa domanda di Reddito di cittadinanza”, aggiunge.
In particolare, rileva Tridico, “la Guardia di Finanza ha a disposizione 600mila beneficiari da noi forniti; di questi esaminerà i profili di rischio, cioè individuerà una piccola parte che, per come selezionata, è anche possibile raggiunga elevate percentuali di irregolarità, ma questo dimostrerà la bontà dei sistemi di individuazione del rischio e di controllo adottati, restando poco rilevante rispetto al totale dei beneficiari. Al momento comunque non ci sono dati”. Inoltre, conclude il presidente dell’Inps, “se ci sono state truffe come accade a volte con altre prestazioni (ad es. percettori di Naspi che lavorano a nero o falsi invalidi), saranno severamente perseguite ai sensi di legge”. Quanto ai dati Inps, in base alle richieste pervenute fino al 31 luglio, sono 1.491.935 le domande presentate: 922.487 sono state accolte, quasi 400mila respinte e circa 170mila in evidenza per ulteriore attività istruttoria. La percentuale di domande respinte è attualmente al 26,8%. Ad oggi vi sono state 1.025 rinunce, mentre circa 32mila nuclei sono decaduti dal beneficio.

(Adnkronos)