Il pediatra, ‘mal di vacanza per 100mila under 6’

Roma, 12 ago (AdnKronos Salute) – Dal mal di testa alle crisi di pianto, passando per disturbi gastrointestinali fino all’insonnia. Sono alcuni dei ‘mali di vacanza’ che colpiscono i bambini, soprattutto quelli più piccoli sotto i 6 anni, dovuti in realtà a una sorta di ‘sindrome da adattamento’ ai nuovi luoghi e ritmi quotidiani delle ferie estive. Parola del pediatria Italo Farnetani della Libera università degli studi di Scienze umane e tecnologiche di Malta, che calcola in circa 100mila i piccoli italiani che ne saranno colpiti.
“Cambiare ambiente, lasciare la propria casa, soprattutto per i bambini più piccoli – spiega all’Adnkronos Salute – può rappresentare un piccolo stress, causa di veri e propri sintomi che potrebbero simulare una malattia, ma che in realtà sono una risposta dell’organismo provocata dal cambiamento di ambiente. Perché i bambini, soprattutto quelli più piccoli sono abitudinari e hanno bisogno di alcuni punti di riferimento. Se li perdono avranno bisogno di un adattamento e in genere questi sintomi durano 5 giorni”.
“Il sintomo più frequente è l’irritabilità con crisi di pianto nel bambino più piccolo. Altro sintomo frequente è il mal di testa, che fino a sei anni il bambino non riferisce come tale ma come giramento e pesantezza di testa, oppure come malessere o svogliatezza, seguito da dolore addominale, in genere intorno all’ombelico, stipsi o diarrea, facile affaticamento, insonnia, diminuzione dell’appetito, vomito. In genere – sottolinea il pediatra – questi sintomi durano al massimo 5 giorni e scompaiono in rapporto alla velocità di adattamento del bambino”.
“Come si capisce – prosegue – al bambino non sono adatte le vacanze brevi, perché in molti casi sono occupate in gran parte dal mal di vacanza, ma il divertimento del mare è così grande, che in tutti i casi il bilancio è sempre positivo. I genitori dunque – suggerisce Farnetani – devono evitare due errori: il primo di allarmarsi subito alla comparsa di uno o più dei sintomi, il secondo di non portare il bambino al mare pensando che tenendolo ‘riguardato’ guarisca prima. Al contrario, se sta al mare, che per tutti i bambini è un luogo di massima felicità, capirà presto che valeva la pena di cambiare ambiente”.

(Adnkronos)

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