Maltempo: confagricoltura treviso, tromba d’aria abbatte i vigneti

Treviso, 2 ago. (AdnKronos) – Interi filari di vigneto abbattuti, campi di soia e mais azzerati. È il grave bilancio della violenta ondata di maltempo che si è abbattuta oggi sulla provincia di Treviso, che ha colpito in particolate le zone di Cessalto, Zenson di Piave, Salgareda, San Biagio di Callalta, Carbonera.
“Stiamo raccogliendo le segnalazioni dei nostri agricoltori, ma possiamo già dire che è un disastro di grandi proporzioni – sottolinea Silvio Barbon, segretario di zona di Oderzo per Confagricoltura Treviso -. Oltre alla forte grandinata, si è verificata una tromba d’aria che non solo ha colpito foglie e grappoli dei vigneti, ma in alcuni casi ha addirittura sradicato i filari, con perdite fino al 100 al cento. A Censon ho visto 4 ettari di vigneti di un nostro socio dove è tutto raso al suolo. Danni gravissimi anche alle colture erbacee e ai seminativi, in particolare alla soia e al mais, dove in alcuni casi le perdite arrivano al cento per cento”.
Sconsolato Giangiacomo Bonaldi, presidente di Confagricoltura Treviso: “La conta vera e propria dei danni si farà nei prossimi giorni, ma possiamo già dire che purtroppo, per chi è stato colpito, un recupero sarà molto difficile in questa fase avanzata della stagione. La grandine ha pestato bene sia tra i vigneti che nei campi di seminativi: si tratta di ampie fasce a macchia di leopardo. Alcuni vigneti sono completamente defogliati e una parte consistente di grappoli è stata colpita. Quest’anno il meteo non ci ha fatto mancare nulla: una violenta grandinata a fine aprile, che ha colpito le colline di Colbertaldo e Vidor e una parte di vigneti in pianura di Valdobbiadene; la pioggia ininterrotta di maggio e il freddo che hanno causato danni ai frutteti e ritardato le semine, poi le violente grandinate che in luglio hanno colpito la zona di confine nel territorio di San Stino. Lo diciamo e ripetiamo: con questi cambiamenti climatici è fondamentale che tutti, compresi i coltivatori di seminativi, si assicurino. E serviranno strumenti sempre più diffusi e raffinati di copertura assicurativa su tutte le colture, anche se a volte non bastano neppure quelli a far fronte a perdite molto importanti”.

(Adnkronos)