Ebola: Oms, primo caso in grande città del Congo vicina al Rwanda

Roma, 15 lug. (AdnKronos Salute) – Si sono registrati due “tristi sviluppi” nell’epidemia di Ebola in corso nella Repubblica democratica del Congo. A segnalarli è il direttore generale dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel corso di un incontro di alto livello per fare il punto sulla situazione: è stato registrato infatti il primo caso di Ebola nella città di Goma, un hub con oltre due milioni di abitanti nella parte orientale dal Paese, vicina al confine con il Rwanda. Un evento che arriva in coincidenza con la morte di due operatori impegnati nella lotta al virus, uccisi nella loro casa di Beni.
A Goma è stato infettato un pastore che aveva viaggiato in autobus da Butembo. “Anche se questo è uno sviluppo molto preoccupante, è uno di quelli che noi e il governo ci aspettavamo e a cui ci eravamo preparati. Circa 3.000 persone sono state vaccinate e il pastore viene curato in un centro gestito da ministero della Salute e Medici senza frontiere”, ha spiegato il Dg Oms. Gli operatori sanitari temevano da tempo che il virus potesse raggiungere la città, ma secondo il ministero della Salute della Rdc il rischio di diffusione ulteriore del virus a Goma è basso. Il paziente è stato isolato e i contatti identificati e monitorati.
“Proprio quando iniziamo a prendere il controllo del virus in un’area, questo appare in un’altra”, ha aggiunto Tedros Adhanom Ghebreyesus nel corso di un meeting dedicato all’epidemia nel Paese africano. “Abbiamo a che fare con uno dei virus più insidiosi del mondo, in una delle aree più pericolose del mondo”. Da gennaio, l’Oms ha registrato 198 attacchi contro strutture e operatori sanitari, con 7 morti tra cui un epidemiologo dell’Oms, Richard Mouzoko. “Ogni attacco rende più difficile rintracciare i contatti, vaccinare le persone ed eseguire sepolture sicure. Ogni attacco dà a Ebola l’opportunità di diffondersi”, ribadisce l’esperto.
Finora quasi 2.500 persone sono state contagiate e 1.665 sono morte, ha ricordato il Dg Oms, che invita comunque a non sottostimare ciò che è stato fatto finora. E questo “nonostante il rischio di diffusione ulteriore nella Repubblica democratica del Congo e nella Regione sia molto alto”.
Oltretutto non si tratta dell’unica insidia sanitaria nel Paese: “Un’epidemia di morbillo – ha aggiunto – ha ucciso circa 2.000 bambini da gennaio, più di Ebola e in meno tempo”, per non parlare della malaria. Ma “l’identificazione del caso di Goma potrebbe” costituire una pietra miliare in questa epidemia. “Goma è una città di due milioni di persone, vicina al confine con il Rwanda, ed è una via d’ingresso alla regione e al mondo. Siamo fiduciosi che le misure che abbiamo posto in essere” contrasteranno ulteriori casi di Ebola a Goma, conclude il Dg, invitando comunque a mantenere alta la guardia.

(Adnkronos)

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