Verifiche antiriciclaggio anche per criptovalute

Roma, 8 lug. (AdnKronos) – Rivoluzionare il sistema dei pagamenti a livello mondiale a partire dal 2020, è questo l’obiettivo dichiarato di Facebook con il lancio della . La nuova moneta, che potrebbe essere agganciata all’euro o al dollaro, sembra destinata a scavalcare completamente il controllo dei sistemi bancari tradizionali. Non nasconde la sua preoccupazione Enrico Del Sole, uno dei soci di maggioranza di Corvallis, tra i top player italiani nel settore della consulenza alla trasformazione digitale e della fornitura di servizi It con un forte presidio storico in ambito finance.
“Trovo preoccupante che si stia tentando di introdurre una valuta digitale che non è sottoposta ai criteri di controllo di alcuna autorità nazionale o sovranazionale e le cui transazioni, dunque, non passeranno sotto la lente delle verifiche antiriciclaggio”, sottolinea Del Sole.
“C’è poi un enorme problema relativo alla privacy e alla gestione dei dati – continua Del Sole –, il colosso californiano sarà in grado di incrociare gli innumerevoli dati già in suo possesso sugli utenti con le informazioni sensibili relative alla disponibilità finanziaria di ciascuno, potendo realizzare operazioni di profilazione sempre più aggressive”.
Le ricadute per il mercato europeo, aggiunge, potrebbero comunque non essere così drastiche: “in Europa e in Italia Libra potrebbe avere difficoltà ad attecchire, così come in tutte le economie avanzate dove il sistema bancario tradizionale ha basi più solide. Altro discorso sono invece le economie in via di sviluppo, dove la criptovaluta potrebbe effettivamente rimettere in moto l’economia, fornendo servizi bancari a chi attualmente non può usufruirne. Il rischio però – spiega Del Sole – è dietro l’angolo le nazioni interessate dal diffondersi di questa valuta troveranno difficoltà sempre maggiori nell’implementare efficaci politiche monetarie”.
Il problema non è nella tecnologia, conclude l’ad di Corvallis Holding, “tant’è vero che anche Corvallis sta lavorando per realizzare una piattaforma che faciliti lo scambio di cryptovaluta e che potrebbe essere integrata nei sistemi dei maggiori istituti di credito italiano. La questione è che le regole devono essere valide per tutti e non possiamo affidare integralmente il controllo delle transazioni finanziarie a una società privata o, addirittura, a un’intelligenza artificiale autonoma”.

(Adnkronos)