Toti: “Avremo la nostra rivoluzione d’ottobre”

Al Brancaccio di Roma lancia il movimento ‘Italia in crescita’: “Qui non c’è nessuno contro Berlusconi”. Poi avverte: “Data e regole per primarie aperte o è finita”

Roma, 6 lug. Camicia bianca sbottonata sotto un vestito blu, look informale, quasi a dire che il rinnovamento di Forza Italia e di un nuovo centrodestra passa dalla normalità, dall’uomo sorridente e semplice della porta accanto. Così il governatore della Liguria e coordinatore di Fi ha varcato la soglia del teatro Brancaccio, dove ha lanciato il movimento ‘Italia in crescita’, ed è stato osannato dalla folla presente. Anche il selfie finale con il pubblico ‘colorato’ dai cartelli con l’hashtag #IostoconToti, con le note dei Queen in sottofondo e la canzone ‘Don’t Stop Me Now’ è stato un gesto di condivisione, dell’uomo che iniziando un progetto ambizioso e complicato trova anche il tempo di ‘giocare’ con i suoi sostenitori. “Stasera mi divertirò veramente”, inizia così la canzone dei Queen, e il governatore della Liguria ha coinvolto con questo spirito le duemila persone accorse a Roma da tutta Italia per ascoltare la sua idea di rivoluzione per un partito nuovo e un nuovo centrodestra.
“Avremo la nostra rivoluzione d’ottobre” dice Toti dal palco dove campeggia l’altro hashtag, #cambiamoinsieme, che segna l’idea di svolta voluta e pensata dal coordinatore di Fi. Ad aprire la convention il video ‘Sono al Brancaccio perché #cambiamoinsieme’: immagini e voci al fianco e a sostegno del progetto di Toti e i suoi. “La politica è passione, non permetteremo a nessuno di uccidere questa passione” scandisce il governatore, sottolineando che “la volontà di non assistere impotenti al declino del nostro mondo ci fa essere qui”.
“Questa effervescenza fa un po’ paura a qualcuno” rileva, ricordando che “siamo passati dal 40 al 6 per cento, eppure c’è qualcuno che dice non è andata così male. Cosa doveva succedere per andare male?” chiede nel corso del suo intervento. “Qui non c’è nessuno contro Berlusconi – mette in chiaro – siamo tutti grati a Berlusconi per aver costruito non un partito, ma un’era politica che passerà sui libri di storia come seconda Repubblica. Ma gli chiediamo di consentirci di creare la terza Repubblica”. “Io non sto strappando nulla – assicura – sto cercando di allargare. Vorrei che dentro quella che è Forza Italia oggi arrivassero gli amici che sono qua, si allargassero i confini, si ragionasse di nomi anche nuovi”.
Toti parla anche dei dem. “L’unica cosa che invidio al Pd sono le primarie” dice. E al termine della convention avverte: “Nei prossimi venti giorni” bisogna fissare “una data, una modalità politica per primarie aperte non dentro il partito e commissioni di garanzia che riguardino tutti”. “Se decidono che le primarie non si fanno è finita”, scandisce ancora. “Ci vuole una data; ci vogliono delle regole – rimarca – non possono essere chiuse dentro l’ambito ristretto del 6 per cento di Forza Italia, chi vuole deve venire e poter votare; bisogna che i coordinatori, tutti gli organismi di partito diventino organismi di garanzia. Allora è un percorso che avrebbe senso”. E tutto ciò va stabilito “nei prossimi venti giorni, quando lo vogliamo stabilire? Anche perché un giorno Matteo Salvini si sveglia, decide che questo Paese va a votare e son c…i per tutti”.
“Quello che vorrei che fosse chiaro a tutti è che non sto parlando di primarie di Forza Italia – puntualizza – sto parlando di primarie aperte a tutti coloro che vorranno partecipare. Quindi la classe dirigente di Forza Italia deve abituarsi o rassegnarsi all’idea di convivere in un luogo più largo dove ci sono più persone, più idee e più rappresentanze”. “Stiamo al 6 per cento – ribadisce – e stiamo calando e fare come l’elefante e la formica (Forza Italia è la formica è la Lega l’elefante) non credo sia una soddisfazione per nessuno”. E “se Forza Italia non farà qualcosa molto banalmente non ci occuperemo più di Forza Italia perché scomparirà”.
“Oggi c’erano persone con la tessera di Forza Italia, persone che l’hanno abbandonata, persone che avevano la tessera del Pdl, che non l’hanno mai avuta, ragazzi che si sono avvicinati alla politica con le liste civiche: possiamo mettere tutte insieme queste persone e costruire un grande movimento che dia altri 25 anni di futuro alla nostra storia gloriosa? Credo di sì – sottolinea al termine della convention – e credo che lo si possa fare solo con un grande movimento dal basso. Mi auguro che tutti lo abbiano capito dentro e fuori dal mio partito”. Toti è netto: “Le primarie noi le faremo, io mi auguro ovviamente di farle con Forza Italia che apre i suoi confini, cancella i tesseramenti, annulla le cariche e invita tutti gli amici che sono in questa sala e fuori da questa sala a partecipare ad un grande movimento costituente per ricostruire qualche cosa di nuovo, diverso, ampio e glorioso per i prossimi 25 anni. Forza Italia ne è parte importante, è nel mio cuore, è il mio partito, mi auguro ce lo facciano fare lì”.
Quanto a Berlusconi, “non so se sia felice o meno. L’ho visto ieri, ci siamo confrontati a lungo, la settimana scorsa ha aperto per il partito di cui è presidente un percorso di cambiamento importante, se sono rose fioriranno nelle prossime ore oppure no”. Riguardo alle primarie, “non credo che Berlusconi voglia candidarsi, penso che abbia un ruolo molto più alto e molto più nobile”.
POKER DI DONNE PER TOTI – ‘L’Italia in crescita’ di Giovanni Toti è stata una convention partecipata. Non solo volti storici di Forza Italia e fedelissimi berlusconiani. Al Teatro Brancaccio hanno sfilato i volti nuovi di chi ha raccolto la sfida del governatore della Liguria e coordinatore di Fi. I nuovi totiani. Tra questi, i volti di quattro donne simbolo dell’aria di rinnovamento che si respira. Le quote rosa di Toti, che si sono succedute sul palco prima del suo atteso intervento alla manifestazione. C’è Cristina Ponzanelli, prima sindaca di centrodestra della storia sempre rossa della città ligure di Sarzana. “La Liguria – ha detto la sindaca – è un modello virtuoso da esportare a livello nazionale, in tutta Italia”. “Ho detto sì a Toti – ha concluso – per spirito di servizio, perché questa nuova politica è fatta di coraggio, speranza e cambiamento”.
Federica De Benedetto, consigliere comunale di Lecce, ha raccolto questa sfida puntando tutto sui giovani e sui progetti legati al lavoro. “I nostri ragazzi – ha detto – devono poter scegliere se andare all’estero a lavorare, non devono essere costretti a farlo”. E poi Giulia Marchionni, consigliere comunale a Pesaro, un’altra donna che insieme a Marika Padula, assessore comunale a Potenza, ha scelto di sostenere Toti “entusiaste e onorate di far parte di questa nuova classe politica”. Sostegno al governatore ligure è stato espresso, con un video proiettato sul palco, anche dal sindaco di Genova Marco Bucci, che ha ringraziato Toti per l’impegno dimostrato dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi nella ricostruzione e nella gestione dell’emergenza. Un tema, quello della ricostruzione del Ponte, sottolineato anche dalla sindaca di Sarzana: “Dopo il crollo del ponte di Genova gli sforzi per la ricostruzione sono stati enormi”.
CARFAGNA – Sia pure a distanza la vice presidente della Camera Mara Carfagna ha avuto modo di restare aggiornata sulla convention del collega-coordinatore Fi. E, secondo quanto si apprende, il suo giudizio si attesta sul riconoscimento che l’evento di ‘Italia in crescita’ sia un “segnale di vitalità” di Forza Italia, che dagli avversari come partito veniva dato per archiviato. Secondo Carfagna, tuttavia, questa energia va “incanalata” in modo positivo, allo scopo di far crescere il partito come insieme, e di conseguenza evitando personalismi, se non protagonismi controproducenti. La parola d’ordine, insomma, deve essere “basta polemiche” e la direttrice da seguire è quella di lavorare tutti “sui contenuti”. Circa il nodo delle primarie, Carfagna non mostra pregiudizi “verso alcuno strumento” e quale sarà quello più adatto lo deciderà il tavolo delle regole.
GASPARRI – “In primo luogo mi fa piacere che la scissione, paventata nelle scorse settimane, non si sia verificata – commenta all’Adnkronos il senatore Maurizio Gasparri (Fi) – Le scissioni non portano bene a chi le fa. Al di là dei teatri e dei padiglioni pieni: basti ricordare Futuro e libertà, Ncd negli studios sulla Tiburtina dove poi pure Montezemolo portò qualche migliaio di persone, i sostenitori degli eventi di Fitto….”. “Dopodiché – prosegue – se Toti citasse meno Mao e Lenin, tra il bombardamento del quartier generale e la rivoluzione d’ottobre, penso che non farebbe male: gli suggerisco qualche nome alternativo, tipo Churchill, Michels, Einaudi, Machiavelli, Prezzolini… Se proprio deve guardare a Oriente, anziché al nostro Occidente, meglio Putin!”. “Battute a parte – prosegue – chi è stato nominato coordinatore ha delle responsabilità generali verso i militanti e i dirigenti. Il rispetto verso Berlusconi, poi, deve essere sostanziale e non formale. Tutti in Forza Italia debbono molto a Berlusconi, alcuni gli devono tutto. Ci aspettiamo che la discussione sia ariosa e che tutti vi prendano parte in un modo corretto. Altrimenti, se il gioco è a chi alza di più la voce, si rischia di fare la Corrida di Corrado”.

(Adnkronos)