Farmaceutica Oklahoma Teva paga 85 mln dollari per evitare causa su oppioidi

Roma, 27 mag. (AdnKronos Salute/Wp Bloomberg) – Lo Stato dell’Oklahoma si è accordato con una seconda compagnia farmaceutica per un contenzioso legale sull’epidemia di dipendenza da oppioidi, raggiungendo un accordo da 85 milioni di dollari con Teva Pharmaceuticals appena 2 giorni prima che iniziasse il processo. Ad affrontare il tribunale sarà invece Johnson&Johnson, una delle grandi aziende farmaceutiche della nazione. Le overdose da oppioidi hanno causato migliaia di morti in uno Stato scarsamente popolato come l’Oklahoma, e oltre 400.000 in tutto il Paese tra il 1999 e il 2017.
A marzo era stato raggiunto un accordo extragiudiziale con Purdue Pharma, terza imputata nella causa presentata dal procuratore generale dello Stato Mike Hunter, un repubblicano. Purdue, produttore dell’antidolorifico OxyContin* (ossicodone), è considerata la principale responsabile della crisi e ha accettato di pagare 270 milioni di dollari per il trattamento delle persone tossicodipendenti e per ricerche sull’epidemia. Hunter e Teva hanno annunciato il secondo accordo, il cui pagamento una tantum andrà al governo dell’Oklahoma.
Teva ha rilasciato una dichiarazione in cui si precisa che l’accordo non stabilisce alcun illecito da parte sua: “Non abbiamo contribuito all’abuso di oppioidi in Oklahoma in nessun modo. Abbiamo da tempo dichiarato che l’aula di un tribunale non è un luogo per affrontare questa crisi. Siamo lieti di lasciarci questo caso alle spalle e rimaniamo pronti a difendere con forza le rivendicazioni contro la compagnia”.
“Quasi tutti gli abitanti dell’Oklahoma sono stati coinvolti in questa crisi mortale e non vediamo l’ora che arrivi martedì, quando inizierà il processo contro Johnson&Johnson e le sue sussidiarie”, ha detto Hunter in una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio. Esiste comunque la possibilità che l’Oklahoma raggiunga un accordo anche con J&J per evitare del tutto un processo.
Più di 40 altri Stati Usa hanno intentato cause contro una serie di compagnie farmaceutiche, chiedendo ingenti risarcimenti per le spese mediche, di contrasto e di trattamento dell’epidemia da farmaci oppioidi. Anche 1.600 città, contee, tribù native americane e altri gruppi hanno presentato cause legali riunite in un unico enorme processo nella corte federale dell’Ohio.

(Adnkronos)

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