Sostenibilita’, per il 96% degli italiani migliora la qualita’ della vita


Roma, 14 mag. – (AdnKronos) – Sostenibilita’, ovvero: migliore qualita’ della vita. Per la maggior parte degli italiani (96%) la principale conseguenza di un mondo piu’ sostenibile e’ infatti il miglioramento della qualita’ della vita. Come ottenerla? Soprattutto costruendo citta’ ‘smart’ e sviluppando una mobilita’ intelligente. E se la maggioranza dei cittadini (55%) ritiene che ognuno puo’ impegnarsi per un mondo migliore, senza istituzioni e informazione non si va lontano.

E’ quanto emerge dalla ricerca ‘Sostenibilita’, smart city e smart mobility – , condotta su un campione di 1.500 italiani e realizzata, in collaborazione con Doxa, dal Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia, la piattaforma di ricerca indipendente dell’azienda del noleggio a lungo termine, nata per indagare le novita’ e i trend della mobilita’. Secondo la ricerca, per il 62% degli italiani una migliore qualita’ della vita si traduce nel vivere in citta’ meno inquinate; per il 51%, nel contribuire al risparmio di risorse come energia e acqua; per il 42% in migliori servizi di trasporto pubblico.

Un ruolo importante, per migliorare la qualita’ della vita, lo ricopre la mobilita’, smart e sostenibile. L’81% degli intervistati si muove a piedi o in bicicletta per percorsi brevi, il 59% si informa su come guidare in modo sempre piu’ sicuro e il 57% su come farlo in modo piu’ pulito. Ancora, il 41% usa piu’ mezzi quando si sposta, combinando ad esempio auto e bici o auto e mezzi pubblici.

Il 91% chiede maggiore chiarezza sui vantaggi e gli svantaggi e le situazioni in cui e’ meglio scegliere i diversi tipi di alimentazione dell’auto (93%). E sul fronte sicurezza, c’e’ chi e’ disposto a rinunciare in parte alla privacy, ad esempio accettando di trasmettere i dati raccolti dalla propria auto a polizia (33%), al proprio comune di residenza (32%) o alle societa’ produttrici di dispositivi di tracciamento dati (28%). In cambio, appunto, di ottenere, in primis, una maggior sicurezza quando si e’ alla guida (38%).

Se il bisogno di vivere in un mondo sostenibile e’ condiviso all’unanimita’ (per l’81% e’ importante per ogni persona, per il 18% per i propri figli e nipoti), meno condivisa e’ la fiducia nel futuro: solo il 50% pensa che tra 5 anni il mondo sara’ davvero migliore. Tra gli elementi di ottimismo, l’attenzione al bene dei propri figli (56%) che potra’ spingere a comportamenti piu’ virtuosi, e l’informazione (54%), ritenuta utile per far comprendere i benefici che derivano da un mondo sostenibile. Gli interessi economici (68%) e l’egoismo delle persone (55%) frenano invece la fiducia in un futuro piu’ sostenibile.

Disposti a impegnarsi individualmente, ma chiedono di essere guidati: il 55% attribuisca al singolo cittadino il ruolo di principale promotore di un mondo sostenibile, ma la quasi totalita’ (94%) chiede alle istituzioni formazione nelle scuole e piu’ informazione.

(Adnkronos)