Come cambia l’olfatto dei ‘caffeinomani’

Salute

Roma, 14 mag. (AdnKronos Salute) – Spesso non riescono a iniziare la giornata senza aver gustato almeno una tazzina di caffe’. Ma ora scopriamo che gli appassionati di questa bevanda sono dotati di una sorta di super-olfatto: riescono a distinguerne ‘a naso’ anche piccole quantita’ e sono piu’ veloci nel riconoscerne l’aroma rispetto ai non bevitori. A rivelarlo e’ una ricerca dell’University of Portsmouth pubblicata su ‘Experimental and Clinical Psychopharmacology’. Non solo, piu’ i ‘caffeinomani’ bramano il caffe’, migliore diventa la loro capacita’ di rilevarlo a naso.

E’ la prima volta che viene dimostrato che chi ha una ‘dipendenza dal caffe” e’ piu’ sensibile al suo aroma. I risultati, spiegano i ricercatori, potrebbero aprire la strada a potenziali nuove terapie per trattare le persone dipendenti da sostanze con un odore peculiare, come ad esempio tabacco e cannabis. “Abbiamo scoperto che piu’ alto e’ il consumo di caffeina, piu’ velocemente una persona distingue l’odore del caffe’ – spiega Lorenzo Stafford, del Dipartimento di Psicologia dell’Universita’ di Portsmouth – Abbiamo anche scoperto che chi consumava piu’ caffeina era in grado di rilevare l’odore di una sostanza chimica fortemente diluita nel caffe’ a concentrazioni molto piu’ basse, e questa capacita’ aumenta con il desiderio. Quindi piu’ si desidera la caffeina, migliore e’ la sensibilita’ olfattiva per il caffe'”.

“La caffeina e’ la sostanza psicoattiva piu’ largamente consumata, e questi risultati suggeriscono che i cambiamenti nella capacita’ di rilevare gli odori potrebbero essere un indice utile di dipendenza”, aggiunge. La ricerca si e’ basata su due esperimenti: nel primo 62 uomini e donne sono stati divisi tra bevitori e non. I primi poi sono stati distinti tra consumatori moderati (70-250 mg, equivalenti a 1-3,5 tazzine di caffe’ al giorno) e grandi consumatori (300 mg, equivalenti a 4 o piu’ tazze al giorno).

Ogni ‘cavia umana’ e’ stata bendata e gli e’ stato chiesto di distinguere quantita’ minime di odore di caffe’ e contenitori privi di odore. Per il test di riconoscimento degli odori, e’ stato chiesto di identificare il piu’ rapidamente possibile il profumo del vero caffe’ e, separatamente, quello di olio essenziale di lavanda. I forti bevitori sono stati in grado di identificare il caffe’ a concentrazioni inferiori e sono stati anche piu’ veloci nel riconoscerne l’odore. A ogni persona e’ stato anche chiesto di compilare un questionario sul desiderio di caffeina. Com’era prevedibile, i risultati hanno mostrato che piu’ caffeina si consumava di solito, piu’ forte era la brama di caffe’.

Nel secondo test, 32 persone non coinvolte nel primo esperimento sono state divise tra bevitori e non, e sottoposti allo stesso test di rilevamento degli odori del caffe’, e a un test separato di controllo, utilizzando un odore non alimentare. Anche in questo caso, i risultati hanno mostrato che i consumatori di caffeina erano piu’ sensibili all’odore del caffe’ ma, soprattutto, non presentavano differenze nella sensibilita’ all’odore non alimentare. I risultati suggeriscono, dunque, l’esistenza di una particolare sensibilita’ olfattiva legata al desiderio, che potrebbe essere utilizzata per contrastare la dipendenza da sostanze come cannabis e tabacco.

(Adnkronos)

Be the first to comment on "Come cambia l’olfatto dei ‘caffeinomani’"

Leave a comment

Your email address will not be published.


* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto

*


quattro × tre =

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.