Salario minimo, la proposta Pd

Zingaretti: “Ci vorrebbe un cambio di passo del governo sulla crescita ma questo non e’ all’orizzonte”

Roma, 9 mag. (AdnKronos) – La proposta di legge del Pd sul salario minimo “e’ una proposta importante” ma da sola non basta “perche’ servirebbe voltare pagina sulle politiche del lavoro e sullo sviluppo, ci vorrebbe un cambio di passo del governo sulla crescita ma questo non e’ all’orizzonte”. Questa la riflessione di Nicola Zingaretti che oggi al Senato ha presentato la proposta di legge del Pd su giusta retribuzione, salario minimo e rappresentanza sindacale con il capogruppo Andrea Marcucci e i senatori Edoardo Patriarca, Tommaso Nannicini, Mauro Laus e Annamaria Parente.

“Gli occupati a rischio poverta’ – dice Zingaretti – sono circa il 12% contro il 9 dell’area euro. Quindi parliamo di lavoro povero, con categorie particolarmente esposte come i giovani fino a 29 anni e tra questi soprattutto le donne. Parliamo di bassi livelli di retribuzione, lavoro irregolare, precarieta’. E questa proposta di legge” elaborata dal gruppo Pd Senato, “e’ importante perche’ fa chiarezza ed e’ frutto dell’ascolto di sindacati e datori di lavoro”. E non solo. Si inserisce anche nelle contraddizioni della maggioranza. “Il salario minimo – denuncia Marcucci – e’ sparito dal calendario. Perche’? Perche’ Lega e M5S sono divisi anche su questo”. Spiega Patriarca: “Andate a vedere gli emendamenti della Lega alla legge Catalfo. Sono emendamenti molto interessanti e tutti in linea con le nostre proposte. Anche su questo il governo e’ diviso”.

Cosa propone il Pd? Di legare la giusta retribuzione ai contratti collettivi di lavoro. Sono i contratti a stabilire il trattamento minimo tabellare e va applicato a tutti i lavoratori di tutti i settori. “E va previsto – spiega Nannicini – un salario minimo garantito laddove la coperta della contrattazione collettiva e’ troppo corta”. Per elaborare queste regole, il Pd propone di istituire una commissione ad hoc con le parti sociali. “Questa e’ una sfida anche alle parti sociali a scrivere insieme le regole in una sede unica”, aggiunge Nannicini.

“La nostra proposta – sottolinea il segretario Zingaretti – aggredisce finalmente questo grande tema del lavoro povero ma, come chiedono le associazioni sindacali, difende la contrattazione collettiva. Nel contratto collettivo c’e’ la parte economica ma poi ci sono anche altri diritti. Quindi e’ un modo per sottolineare come questo tema vada aggredito ma nel modo giusto”.

Aggiunge Marcucci: “Il governo e la maggioranza hanno dimenticato un tema che per noi e’ centrale: il lavoro. Il Pd non lo ha affatto dimenticato. Abbiamo lanciato il sasso nello stagno, subito a inizio legislatura, con proposta Laus su salario minimo e M5S e’ stato costretto a rincorrerci. Poi abbiamo fatto un lavoro ampio, confrontandoci con le parti sociali, e abbiamo elaborato questa proposta che e’ diventata quella di riferimento del Pd. Non si puo’ parlare di lavoro, come fa Di Maio, facendo battute, non possiamo permettere a questi signori di prendere in giro gli italiani. Noi lavoriamo ad alternativa”.

(Adnkronos)