Epatite B, sicurezza ed efficacia per ‘switch’ a nuova terapia

Vienna, 12 apr. (AdnKronos Salute) – Dall’International Liver Congress 2019 in corso a Vienna nuovi dati sulla terapia dell’epatite B. “In uno studio di fase III condotto in tutto il mondo – riferisce Pietro Lampertico, docente di Gastroenterologia dell’Universita’ Statale di Milano – 488 pazienti adulti in soppressione virologica con infezione cronica da Hbv che ricevevano Tdf (tenofovir disoproxil fumarato) una volta al giorno sono stati randomizzati per rimanere in Tdf o passare a tenofovir alafenamide (Taf), un nuovo regime meglio tollerato. Ebbene, lo switch si e’ rivelato non solo efficace, ma anche sicuro: ha determinato miglioramenti nella funzionalita’ renale e aumenti della densita’ minerale ossea”.

Non solo. “Nei pazienti con problemi ossei e renali, cambiare farmaco fa rientrare queste problematiche – aggiunge Lampertico – Dunque, oltre al mantenimento della risposta virologica, lo studio ci ha mostrato che lo switch comporta una regressione della patologia renale e ossea, ove presente”. Nel corso degli studi clinici, inoltre, la reazione avversa piu’ comune nei pazienti che hanno assunto Taf e’ stato il mal di testa.

Questi dati “supporteranno le domande di approvazione regolatoria supplementari nell’Unione europea e negli Stati Uniti”, fa sapere Gilead.

(Adnkronos)

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