Ismea: “Fatturato industrie alimentari cresce di piu’ al Sud”


Roma, 10 apr. – (AdnKronos) – Il fatturato delle industrie alimentari cresce di piu’ al Sud che al Nord. E’ quanto emerge dallo studio realizzato dall’Ismea, in collaborazione con Fiera di Parma e Federalimentare, sulle 1.526 imprese alimentari dotate di bilancio e fatturato superiore a 10 milioni di euro. Dal rapporto emerge che, sebbene solo il 23% delle aziende medio-grandi si collochi nel Mezzogiorno (dove prevale una presenza ancora massiccia di imprese medio-piccole), negli ultimi tre anni il fatturato dell’industria alimentare e’ cresciuto di piu’ nelle imprese meridionali (+5,4%) che in quelle del Centro-Nord (+4,4%).

Sono molteplici le ragioni del sorpasso del Sud, dove nel complesso si contano oltre 344mila imprese agricole e quasi 34mila dell’industria alimentare, pari al 18,5% del tessuto imprenditoriale del Sud. Qui opera la maggioranza delle aziende dei comparti piu’ dinamici come quello delle conserve vegetali e vi e’ una buona rappresentativita’ di comparti con buone performance a livello nazionale, quali lattiero-caseario, vino, salumi e carni. In piu’, al Sud risiedono aziende che lavorano prodotti specifici con una dinamica molto elevata (e maggiore che nel Centro-Nord) in comparti che hanno fatto registrare ottime performance, quali caffe’, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%).

C’e’ anche maggiore incidenza di imprese di media dimensione (50-250 dipendenti), il cui fatturato e’ cresciuto piu’ della media sia nel Mezzogiorno (+7,5%) sia nel Centro-Nord (+8,7%), e ci sono imprese piu’ giovani (con meno di 25 anni di attivita’), in genere piu’ dinamiche, che hanno realizzato una crescita a due cifre del fatturato (+12% contro il +8% nel Centro-Nord).

Uno degli elementi di competitivita’ e’ rappresentato dal prodotto ‘Made in Italy – e di fatto il 55% di un campione di imprese intervistato prevede nella propria strategia di comunicazione la dicitura ‘100% italiano – .

Dal 2015 al 2018, il mercato dell’Ue e’ infatti aumentato per oltre il 70% degli intervistati e oltre il 50% delle imprese ha visto aumentare la propria quota di mercato soprattutto grazie alla leva della qualita’ e del Made in Italy. Difenderlo e valorizzarlo e’ un obiettivo comune, da Nord a Sud.

Permangono, tuttavia, fattori limitanti come il minore grado d’innovazione tecnologica riscontrabile anche dal livello piu’ basso di immobilizzazioni immateriali e finanziarie e la forte dipendenza da fonti esterne di finanziamento che rende difficile l’accesso al credito per ulteriori investimenti.

(Adnkronos)