Primo Festival nazionale dell’Economia Civile a Firenze


Roma, 26 mar. (AdnKronos) – Il primo Festival Nazionale dell’Economia Civile intende mettere a fattor comune le migliaia di esperienze e buone pratiche (di carattere imprenditoriale, in diversi settori che vanno dalla finanza all’agricoltura sostenibile, dalla cultura all’hi-tech) che stanno gia’ cambiando il volto alle nostre comunita’. Con l’obiettivo di trattenere le migliori energie (capitale umano) sui territori. Esperienze tutte contrassegnate da un approccio ‘umanistico – all’economia, che vede nella cura delle relazioni interpersonali, nella logica della condivisione e dell’auto-aiuto la formula vincente.

Una formula che non a caso si ricollega alla grande scuola dell’Economia Civile che trova ispirazione anche nel Rinascimento fiorentino e vide la luce a Napoli nel momento di massimo splendore illuministico del secondo 700, grazie agli insegnamenti di Antonio Genovesi e di altri esponenti di quella che si chiamava ‘scienza della pubblica felicita’ – . In questo senso, un patrimonio culturale del nostro Paese che il Festival vuole scoprire e ri-scoprire.

A Firenze si parlera’ anche di un diverso possibile approccio ai temi dell’economia e della finanza. Analizzando, tra l’altro, l’esperienza (e i numeri) di una forma consolidata di ‘finanza civile – , quella finanza mutualistica che si realizza attraverso le 270 Banche di Credito Cooperativo/Casse Rurali/Casse Raiffeisen: banche di comunita’. Cooperative bancarie mutualistiche, caratterizzate dalla territorialita’, dalla democraticita’ di funzionamento (una testa-un voto), dall’assenza di finalita’ di lucro individuale. Presenti in 2.700 Comuni, in 620 di questi rappresentano l’unica presenza bancaria (nel 93% dei casi si tratta di Comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti).

Dallo scoppio della crisi oltre dieci anni fa (crisi che non hanno contribuito ad innescare) si sono dimostrate resilienti e, confermando la loro vocazione anticiclica, capaci di sostenere l’economia reale. Anche negli anni piu’ duri della crisi (2008-2018), le BCC hanno aumentato le quote di mercato nel credito a famiglie e pmi e, negli ultimi cinque anni, immesso nei circuiti economici finanziamenti netti per 8,2 miliardi di euro (rispetto ad una riduzione complessiva fatta registrare dal mercato del credito).

Le BCC hanno quote rilevanti proprio nei finanziamenti ai settori espressione del made in Italy. A dicembre 2018 queste erano rispettivamente pari: al 23,2% per l’artigianato e la piccola manifattura; al 20,3% per l’agricoltura; al 21% per le attivita’ legate al turismo; al 12% per il settore delle costruzioni e attivita’ immobiliari; al 10% per il commercio e al 14,4% per il non profit.

Si tratta di un’economia innovativa, di una ‘finanza geo-circolare – che vede reinvestire sul territorio il risparmio di quello stesso territorio, innescando processi di sviluppo duraturi e senso di appartenenza e di comunita’.

La Scuola di Economia Civile (SEC), nata nel 2012, e’ la scuola italiana di riferimento per chi voglia formarsi sui temi dell’economia civile. Coinvolge 24 docenti stabili, provenienti dalle migliori scuole di economia (tra i quali Luigino Bruni, Stefano Zamagni, Alessandra Smerilli, Vittorio Pelligra), ricercatori di diverse discipline, imprenditori civili. Propone corsi di alta formazione e corsi territoriali, summer school tematiche, ricerche e progetti per aziende e con aziende di alto profilo civile e ambientale.

Ha progetti specifici per insegnanti e studenti delle scuole superiori e universitari. E’ una scuola dove alla produzione di contenuti si affiancano sperimentazioni con le imprese e le cooperative, nella consapevolezza che l’economia debba ripartire dai luoghi concreti del vivere, non dalle teorie o dalle loro astrazioni.

Nel Festival si parlera’ anche di lavoro e innovazione. Sono piu’ di 500 le ‘buone pratiche – che sono state mappate da NeXt e autovalutate sulla sostenibilita’ economica, sociale e ambientale, esperienze virtuose dalla moda etica, all’agricoltura sociale, dalla bio cosmesi all’internet delle cose. Mentre sono piu’ di 10 le reti multistakeholder realizzate nei territori per diffondere la cultura di impresa sostenibile e supportare la creazione di startup innovative.

NeXt ha infatti attivato 11 regioni, 17 scuole superiori e relative dirigenze scolastiche, 37 classi tra terze e quarte, per un totale di oltre 800 studenti coinvolti, circa 100 docenti e altrettante famiglie italiane. Attraverso una ‘call for ideas – sono stati presentati 43 progetti scolastici sui temi di inclusione, immigrazione, tecnologia, cura dei beni comuni e valorizzazione del proprio territorio. Anche le universita’ sono state protagoniste del percorso pre-Festival con 14 Hackathon sull’innovazione sociale, realizzati a partire da Torino, per arrivare a Palermo e tornare indietro verso il Nord Italia, coinvolgendo piu’ di 600 giovani coinvolti, universitari e non, 14 atenei e 16 imprese ‘mentor – che hanno supportato i giovani nella ricerca azione di soluzioni sostenibili ai problemi del loro territorio. Sono state presentate piu’ di 50 prototipi di startup su diversi settori, con una particolare attenzione al tema dell’economia circolare e della rigenerazione urbana.

(Adnkronos)