Chirurgia: protesi seno per 35mila donne l’anno, registro obbligatorio

Roma, 22 mar. (AdnKronos Salute) – Sono circa 35.000 le donne che, ogni anno, in Italia si sottopongono a un impianto di protesi mammaria: il 63% con finalita’ estetiche, il 37% ricostruttive. Con l’obiettivo di tracciare il dispositivo nello spazio e nel tempo, valutare l’efficacia e la durata dell’impianto, prevenire eventuali problematiche che potrebbero mettere in pericolo lo stato di salute e richiamare le pazienti impiantati qualora fosse necessario uno specifico follow-up, il ministero della Salute ha attivato un Registro nazionale di questi dispositivi impiantabili, che a breve sara’ obbligatorio.

“Abbiamo utilizzato questi anni – ha spiegato oggi in conferenza stampa a Roma Marcella Marletta, direttore generale dei dispositivi medici del ministero della Salute – per studiare meglio questa tipologia di dispositivi, ne abbiamo compreso meglio il mercato, abbiamo creato una solida rete con le regioni, le province Autonome, le societa’ scientifiche e i distributori di protesi mammarie sul territorio italiano. Oggi possiamo annunciare che gia’ dalla prossima settimana si comincera’ con la raccolta dei dati”.

“Si transitera’ attraverso una fase volontaria di adesione – ha proseguito – durante la quale tutti i chirurghi che impiantano o espiantano protesi, potranno chiedere le credenziali per accedere alla piattaforma per iniziare a inserire i dati. Questa breve fase pilota di adesione volontaria del chirurgo, servira’ alla Direzione per validare il flusso, la quantita’ e qualita’ dei dati che si vogliono raccogliere nel registro. Seguira’ – con la stesura e approvazione del regolamento, che avverra’ contemporaneamente alla fase pilota – l’istituzione del registro nazionale delle protesi mammarie che avra’ carattere di obbligatorieta’ e trasparenza. Entrambe queste due caratteristiche lo renderanno unico al mondo”.

Sulla stessa linea anche il Registro italiano artroprotesi: “Sono 200.000 gli impianti di protesi ortopediche effettuati ogni anno nel nostro Paese – ha riferito Marletta – pari all’1,5% del Fondo sanitario per il solo intervento chirurgico. Il registro mira a un monitoraggio puntuale di tutte le protesi impiantate, per valutarne l’efficacia, indirizzare il chirurgo a scegliere quelle con evidenze di una maggiore durata e ad adottare buone pratiche”.

(Adnkronos)

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