M5S, scoppia caso sulla caccia

Roma, 12 mar. (AdnKronos) – di Antonio AtteSi apre un fronte ‘caccia’ all’interno del Movimento 5 Stelle. Il casus belli questa volta e’ rappresentato dalla proposta di legge a prima firma Filippo Gallinella sulla semplificazione in materia di agricoltura, caccia e pesca, attualmente in discussione in Commissione Agricoltura alla Camera. Il provvedimento recepisce una richiesta di modifica della legge 157/92 sul controllo della ‘fauna selvatica’ avanzata dalle Regioni, le quali sollecitano l’introduzione della figura dell”operatore abilitato’: una misura che secondo gli animalisti di fatto autorizzerebbe la ‘caccia tutto l’anno’.

Obiezioni sono state sollevate anche all’interno dello stesso M5S. Ma il pentastellato Gallinella, presidente della XIII Commissione, difende il provvedimento. “Esiste un problema sollevato dalle Regioni. Qualcuno ha voluto far passare questa norma come un’apertura alla caccia ma non e’ vero” spiega all’AdnKronos Gallinella, che parla di “polemica ideologica”. In pratica, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha chiesto al governo di intervenire modificando l’articolo 19 della legge 157/92. In base a questa norma “le Regioni, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia”.

Tale controllo, “esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici su parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica” ma “qualora l’Istituto verifichi l’inefficacia dei predetti metodi, le Regioni possono autorizzare piani di abbattimento”.

In base alla proposta di modifica avanzata dalle Regioni (e recepita dalla pdl Gallinella) “tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali. Queste ultime potranno altresi’ avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi o da operatori abilitati dalle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano previa frequenza di appositi corsi, nonche’ delle guardie forestali e delle guardie comunali. In caso di abbattimento con arma da fuoco tali figure devono essere munite di licenza per l’esercizio venatorio”.

La proposta ha scatenato le ire dell’Enpa (l’Ente nazionale protezione animali), che accusa il M5S di “tradimento nei confronti di chi ama gli animali e ha riposto fiducia in un cambiamento”. “Grazie al Movimento 5 Stelle si rischia di assistere a veri e propri massacri, crudeli e inaccettabili, condotti da cacciatori come quello della caccia alla volpe in tana, con mamme sbranate nel tentativo di difendere i loro piccoli lasciati agonizzare, o nei confronti dei cinghiali, dei piccoli caprioli e di tanti altri”, si legge in una nota dell’Enpa.

Per Gallinella il fatto che questo provvedimento abbia acceso un dibattito interno “e’ positivo”. “Io – rimarca l’esponente M5S – voglio trovare una soluzione a questo problema, ben venga il dialogo. La soluzione contenuta nella mia proposta puo’ non piacere ma allora qualcuno mi deve dire cosa si puo’ fare per dare una risposta all’agricoltore che si ritrova la vigna distrutta, il campo di grano distrutto… per non parlare degli incidenti stradali e delle ripercussioni sul fronte sanitario” della proliferazione della fauna selvatica.

(Adnkronos)