L’esperto, ‘quando smartphone e stress rubano il sonno, l’omeopatia puo’ essere d’aiuto’

(AdnKronos) – L’omeopatia viene in aiuto della vita moderna, sempre piu’ ladra di sonno. Ritmi frenetici, stati ansiosi e situazioni di stress, ma anche nuove tecnologie, primi fra tutti tablet e smartphone ai quali siamo sempre connessi sono, insieme a una serie di patologie e di cattive abitudini di vita, fra le principali cause dell’insonnia, un disturbo in costante aumento, dai numeri allarmanti: 12 milioni di italiani colpiti, di cui 4 milioni in maniera cronica, per un totale di 2 miliardi di insonni nel mondo.

Disturbi del sonno che possono essere trattati non solo con i farmaci tradizionali, che curano il sintomo, ma anche con altre medicine integrative, come l’omeopatia “che va all’origine del disturbo, inquadrando la persona nella sua totalita’ e trovando il medicinale piu’ adatto al suo tipo di insonnia. Il tutto senza effetti collaterali, quindi indicata per tutti, dai bambini alle donne in gravidanza”, afferma Osvaldo Sponzilli, direttore dell’ambulatorio di omeopatia, agopuntura e medicina anti-aging dell’ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma.

“Le cause dell’insonnia possono essere diverse – spiega Sponzilli – ed e’ per questo che bisogna sempre esaminare il paziente nella sua totalita’, per capire se si tratta di cause organiche, ovvero se ci sono patologie come ipertiroidismo, problemi respiratori quali apnee notturne che possono predisporre anche all’ipertensione, se si soffre di reflusso gastroesofageo, ma anche se ci sono condizioni di stress o ansia. O se si sta sempre ‘attaccati’ alla tv, ai computer o ai telefonini soprattutto la sera, in quanto – sottolinea l’esperto – il blu emesso da queste apparecchiature disturba la produzione di melatonina, l’ormone del sonno, causando quindi un’alterazione del regolare ciclo del riposo”.

“Ma ci sono anche disturbi del sonno dovuti a lutti, cambiamenti nella vita o emozioni forti”. Ad alimentare le notti insonni poi sono anche abitudini di vita sbagliate “ad esempio la cena, che dovrebbe essere il pasto piu’ leggero della giornata da consumare due o tre ore prima di andare a dormire, e che invece diventa il piu’ ‘pesante’ – osserva – provocando cosi’ un aumento dei livelli di insulina e di altri ormoni, causa di stress continuo che impedisce alla persona di addormentarsi”. E altri piccoli ‘insani’ comportamenti, come “tenere sempre l’orologio o il telefono vicino al letto” o “fare sport nelle ore serali”.

Quando si soffre di insonnia “si determina un’alterazione del ritmo circadiano e c’e’ un affaticamento a livello cerebrale. Nell’adulto – ricorda l’esperto – e’ molto spesso legata a quella che attualmente si e’ scoperto essere la cosiddetta ‘infiammazione latente’, che sopravviene quando siamo sotto stress e fuori ritmo, e che si manifesta ad ogni livello, soprattutto quello cerebrale”. Insonnia che puo’ essere di diversi tipi: “c’e’ quella in cui si ha difficolta’ di addormentamento o quella con risvegli precoci che – spiega Sponzilli – di solito avvengono verso le 2 o le 3 di notte, momento di massima umidita’, di cui il nostro corpo, composto di molta acqua, puo’ risentire, se siamo molto sensibili”.

“L’omeopatia – afferma – e’ una delle medicine integrative per il trattamento dell’insonnia. Una medicina della persona per antonomasia che va sempre all’origine del disturbo, al contrario dei farmaci chimici (un tempo i barbiturici, oggi le benzodiazepine) che curano il sintomo senza tenere conto di tutto l’insieme. L’omeopatia, invece, inquadra la persona nella sua totalita’ trovando il medicinale piu’ adatto al suo tipo di insonnia. Per esempio – sostiene – per quella legata al russamento o alle apnee notturne si utilizzeranno rimedi omeopatici che agiscono sul collasso della muscolatura respiratoria che le provoca, e cosi’ via”.

Due le ‘modalita” di azione dell’omeopatia: “con il cosiddetto ‘farmaco costituzionale’ del paziente che va assunto indipendentemente dal problema dell’insonnia, con l’aggiunta di un medicinale da prendere la sera per supportare la fase iniziale dell’addormentamento. Dunque – sottolinea – si adotta sia una terapia sintomatica che una sistemica generale” a seconda delle cause che stanno dietro le ‘notti in bianco’.

Ma quali sono i pazienti su cui l’omeopatia ha risultati migliori? “Premesso che la terapia e’ indicata per tutti – sottolinea -, sui pazienti che si sono sempre curati con l’omeopatia, quindi sono disintossicati dai farmaci chimici, l’approccio e’ sicuramente piu’ diretto, semplice ed efficace. Curare pazienti che prendono psicofarmaci da tanto tempo, che sono cioe’ intossicati e hanno assuefazione, e’ piu’ complesso e richiede un processo piu’ lento e graduale. I risultati dunque variano da soggetto a soggetto, dagli eventuali farmaci che prendeva”. “Ma il valore aggiunto piu’ prezioso dei rimedi omeopatici – conclude il medico – sta nel fatto che possono essere dati a tutti, in qualsiasi condizione, perche’ non hanno controindicazioni, a partire dall’assuefazione”. Dunque anche ai bambini.

I piccoli, infatti non sono esenti dai disturbi del sonno. Si stima che, nei primi 3 anni di vita, ne soffra ben il 20-30%, e le cause sono da attribuirsi principalmente alla molteplicita’ di stimoli che ricevono. Dopo i 3 anni, in concomitanza con l’inizio della scuola e con la maturazione psicologica e neurologica, la percentuale di insonnia diminuisce fortemente. Tuttavia, ci sono momenti di crescita e situazioni, come la nascita di un fratellino, i litigi con altri bambini, il distacco dai genitori, che possono causare stati ansiosi ed emotivi che si ripercuotono sul sonno. “Sui bambini – conclude Sponzilli – l’omeopatia funziona benissimo perche’ sono puri dal punto di vista biochimico, non inquinati da molti farmaci, e quindi molto piu’ ricettivi”.

(Adnkronos)

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