Ricerca: Neuromed punto riferimento per quella traslazionale

Roma, 12 mar. (AdnKronos Salute) – L’Irccs Neuromed si conferma tra i principali punti di riferimento per la ricerca traslazionale, quella che dai laboratori puo’ raggiungere rapidamente i pazienti per migliorare prevenzione, diagnosi e cura. Sono infatti ben otto i progetti selezionati dal Ministero della Salute, per un totale di oltre 2.600.000 euro di finanziamento. Le proposte Neuromed hanno dovuto superare una difficile fase di selezione, che ha visto revisori scientifici italiani e internazionali analizzare nel dettaglio i 197 progetti presentati dalle strutture del Sistema sanitario nazionale. Con otto progetti scelti, l’Istituto molisano raggiunge un risultato molto prestigioso, a conferma dell’alto livello delle ricerche scientifiche che vi vengono condotte.

Tre dei progetti premiano specificamente giovani ricercatori, di eta’ inferiore ai 40 anni. Quello presentato da Albino Carrizzo, del Laboratorio di fisiopatologia vascolare, punta a valutare gli effetti che alcune mutazioni genetiche di un particolare enzima (MTHFR) possono avere sull’aumento di rischio di patologie cardio e cerebro-vascolari. Serena Notartomaso, del Laboratorio di Neurofarmacologia, esplora invece un altro campo molto promettente della medicina: l’optofarmacologia (farmaci che possono essere attivati dalla luce). Il suo studio, in particolare, riguardera’ la possibilita’ di intervenire sul dolore cronico attraverso l’azione su un particolare tipo di recettori presenti sulle cellule nervose, gli mGlu5.

E ancora: si concentra sull’interazione tra genetica e ambiente nel determinare il rischio di malattie cardio e cerebro-vascolari la proposta di Benedetta Izzi del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione. Le abitudini di vita, l’alimentazione, l’attivita’ fisica, possono modificare il modo in cui il nostro codice genetico esprime le sue informazioni. Aumentare le conoscenze in questo campo significhera’ identificare nuove strade di prevenzione.

Gli altri cinque progetti finanziati dal Ministero della Salute appartengono alla categoria ‘Ricerca finalizzata’. Guidato da Diego Centonze, Responsabile dell’Unita’ di Neurologia, uno dei progetti esplorera’ il fenomeno della sinaptopatia, processo fortemente implicato nella sclerosi multipla. L’attenzione sara’ particolarmente rivolta ai meccanismi che originano la sinaptopatia e alle possibilita’ di intervenire con terapie innovative e maggiormente personalizzate.

Il progetto presentato da Cristina Limatola, dell’Unita’ di Neurobiologia e dei Disturbi del Movimento, punta a ‘riprogrammare – le cellule del sistema immunitario in modo da combattere il glioma, una delle piu’ temibili forme di cancro del sistema nervoso centrale. La demenza di origine vascolare, un grave problema clinico che puo’ essere causato dall’ipertensione, e’ poi l’obiettivo del progetto guidato da Giuseppe Lembo, responsabile del Dipartimento di Angio-Cardio-Neurologia. Si punta, in particolare, ad usare una particolare sequenza di risonanza magnetica (trattografia) per individuare le alterazioni a carico del sistema nervoso prima che compaiano segni clinici. Cio’ permetterebbe un intervento precoce sui pazienti ipertesi. Sotto la guida di Giovanni de Gaetano, responsabile del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione, un progetto puntera’ a chiarire gli effetti che il consumo di alcol ha sulla salute. Il bilanciamento tra l’azione protettiva verso diverse patologie di un consumo moderato di alcol e i potenziali effetti negativi sono infatti una questione cruciale nelle strategie di prevenzione su vasta scala.

Infine, il progetto avanzato da Ferdinando Nicoletti, responsabile del Laboratorio di Neurofarmacologia, si concentrera’ sulla malattia di Parkinson, con una ricerca che punta a chiarire la possibilita’ di intervenire farmacologicamente su specifici recettori presenti sulla membrana dei neuroni (mGlu3) per contrastare quella grave patologia. “Riuscire ad affermarsi in questo modo – dice Fabio Sebastiano, consigliere delegato alla Ricerca – in una gara che ha visto quasi 200 progetti presentati dalle strutture italiane, e’ un grande risultato per Neuromed. Un risultato che vede premiate le idee dei nostri ricercatori, sia quelli piu’ affermati che i giovani. Il segno distintivo di una buona ricerca non e’ solo nei lavori scientifici presentati al mondo, ma anche nella capacita’ di attrarre fondi. In questa ottica – conclude – i progetti che saranno portati avanti hanno tutti una caratteristica fondamentale: sono rivolti ai pazienti. Le idee e le innovazioni che ne scaturiranno potrebbero trasformarsi rapidamente in vantaggi concreti per i malati”.

(Adnkronos)

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