Da doppio mandato a territori, Di Maio prepara rivoluzione

M5S

Arriva l’ok di Grillo e Casaleggio, ma sara’ la base a decidere su Rousseau

Roma, 21 feb. (AdnKronos) (di Antonio Atte) – di Antonio Atte

Si’ alla riorganizzazione territoriale del Movimento 5 Stelle. Ma la rivoluzione pentastellata dovra’ ricevere l’avallo della base su Rousseau. Si partira’ da una proposta generica, per poi procedere con quesiti sempre piu’ specifici sul nuovo assetto del Movimento: compresa la regola dei due mandati, che finora e’ sempre stata considerata inamovibile. Dopo il lungo vertice a pranzo con Beppe Grillo e Davide Casaleggio, Luigi Di Maio lascia l’Hotel Forum di Roma e annuncia che sulla svolta c’e’ l’ok sia del garante M5S che del presidente di Rousseau.

“Abbiamo pranzato insieme e conveniamo tutti che ci sia bisogno di un’organizzazione del Movimento sia a livello nazionale che a livello locale in modo tale da essere competitivi anche alle amministrative”, scandisce il capo politico, per il quale “a livello amministrativo di Comuni e di Regioni dobbiamo essere piu’ competitivi”. Dunque, aggiunge Di Maio, “inizieremo una discussione con i nostri iscritti sia sull’organizzazione sia su alcune regole che riguardano i consiglieri comunali”.

La base sara’ dunque probabilmente chiamata a decidere con un voto ad hoc sulla piattaforma Rousseau sulla possibilita’ di derogare al limite dei due mandati per quanto riguarda i consiglieri comunali. Nel corso del lungo confronto Di Maio, Grillo e Casaleggio avrebbero gia’ iniziato a delineare la geografia del ‘nuovo’ M5S, dalle strutture territoriali fino ad arrivare a una riorganizzazione a livello nazionale. Il tema del radicamento sul territorio viene considerato prioritario: l’obiettivo e’ “dare una risposta ai deludenti risultati ottenuti a livello locale”. Ma in che modo partira’ la consultazione su Rousseau? “Inizieremo con una proposta generica – spiegano all’Adnkronos fonti del M5S – per poi passare a votazioni piu’ specifiche”.

Nel frattempo Grillo allontana le voci sui dissidi con Di Maio. “Pace fatta? Non c’e’ mai stato alcun bisticcio”, risponde il comico ai giornalisti lasciando l’albergo romano dove e’ solito soggiornare. A tenere banco all’interno del M5S sono pero’ le fibrillazioni legate alla vicenda Diciotti. Nonostante i senatori grillini in Giunta al Senato abbiano respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini, c’e’ chi si dice pronto, in Aula, a ‘disobbedire’ al responso del Blog votando si’ al processo, con la possibilita’ di incorrere in sanzioni disciplinari. Tra questi, la senatrice ‘ribelle’ Paola Nugnes.

Secondo la collega Elena Fattori, ospite di Otto e Mezzo su La7, “il voto in Aula deve essere un voto di coscienza, io – afferma – valutero’ le carte e votero’ in coscienza. Ho l’onere e l’onore di avere la competenza per decidere”. E aggiunge: “Non so se saro’ cacciata, spero di no, anche perche’ troverei inquietante essere cacciata per salvare Salvini”.

“Io non ho notizia” di voti in dissenso, dice pero’ Di Maio dopo il vertice di oggi pomeriggio. “E’ chiaro che se si decide su una linea, sono contento se sento dei parlamentari dire che si adegueranno. Anche io a volte sono stato in minoranza ma mi sono adeguato a votare perche’ quello e’ un momento di unione”. E a chi gli ricorda il risultato di 60 a 40 emerso dalla consultazione online il vicepremier risponde: “Io non credo che si debba usare questo risultato con discorsi alla Cirino Pomicino della Prima Repubblica. Presto ci sara’ un’altra votazione e le percentuali non saranno le stesse”.

(Adnkronos)