‘Dopo tragedia Corinaldo disco chiuse alle 20’

La proposta

La proposta di legge presentata dal senatore di Forza Italia Cangini

Roma, 17 feb. (AdnKronos) – “La mia non e’ una crociata contro le discoteche o i locali che ospitano concerti ma sono fermamente convinto che occorra ripristinare delle regole e rimettere qualche limite, in primo luogo nell’interesse stesso dei minori”. Annunciata subito dopo la tragica notte alla “Lanterna Azzurra” di Corinaldo, che costo’ la vita a cinque adolescenti e a una madre che aveva accompagnato la figlia 11enne al concerto di Sfera Ebbasta, il senatore di Fi Andrea Cangini ha presentato una proposta di legge che impone la chiusura alle 20 per le discoteche frequentate dai giovanissimi.

In una societa’ commerciale ormai tarata sulle aperture ‘all day long’, sulla liberalizzazione e sulla flessibilita’ degli orari, la pdl di Cangini va controcorrente, riproponendo un modello che andava forte alla fine degli anni 70-inizio anni 80: la discoteca aperta agli adolescenti il pomeriggio. “In un primo momento – ha dischiarato il senatore di Fi all’Adnkronos – avevo posto l’orario di chiusura alle 24 ma poi mi hanno spiegato che e’ difficile applicarla”, perche’ in quasi tutti i locali la serata comincia proprio da mezzanotte e allora bisogna dare tempo al personale di fare le pulizie e preparare il locale per il secondo giro, ovvero l’arrivo degli adulti.

“Allora – ha notato Cangini – se bisogna fissare un principio e’ meglio fissarlo in maniera rigorosa. Io non sono un benpensante o un retrogrado ma ai miei tempi a 14-15-16 anni si andava in discoteca il sabato pomeriggio e nessuno ti poteva togliere quel divertimento, quella piccola trasgressione che ti dava la soddisfazione di sentirti grande. Corinaldo ci ha sconvolto per la tragedia delle morti ma anche perche’ ragazzini e ragazzine minorenni sono state tenuti fino all’una di notte in una discoteca ad aspettare un concerto che doveva cominciare alle 10”.

“Io non lo trovo normale, non e’ tollerabile che i giovanissimi siano stritolati in questi meccanismi – ha detto ancora il senatore di Fi – dev’essere posto un limite alla commercializzazione delle vite dei nostri figli, dev’essere chiaro che incoraggiare i giovanissimi a vivere la notte come fossero adulti e’ innaturale”. Cangini fa un discorso piu’ generale, di cambiamento di abitudini e di comportamenti, certo, ma anche di allentamento delle regole. “Oggi ai giovanissimi – osserva nella relazione del suo ddl depositato in commissione Giustizia – vengono imposti orari da adulti e come gli adulti vengono spesso sfruttati per ragioni puramente commerciali. Difficile ormai che le porte di una discoteca si aprano prima della mezzanotte, difficile che li si lasci entrare prima dell’una”.

“Che un quattordicenne possa di conseguenza rientrare a casa non prima delle 3 del mattino ci pare una prassi francamente innaturale, oltre che inutilmente pericolosa”. Il resto e’ la cronaca di ogni fine settimana in ogni locale o discoteca di qualsiasi citta’: droga, alcol venduto senza fare troppi controlli anche ai minorenni che entrano, mostrando documenti di identita’ “con date di nascita – scrive ancora Cangini – grossolanamente contraffatte”.

La chiusura alle 20, non e’ l’unica regola introdotta. Nelle discoteche dove entrano adolescenti e giovanissimi non possono entrare i maggiorenni, fatto salvo per il personale di servizio o per i genitori che vogliono tornare a prendere i figli. “Non mi sembra scandaloso. Tenere separati giovanissimi e adulti e’ una norma di buon senso”. “La mia ovviamente e’ una proposta aperta. Ho fissato dei principi che ovviamente sono negoziabili. Sono pronto a confrontarmi con le associazioni di categoria, in modo si possano conciliare gli interessi legittimi e salvaguardare le esigenze dei vari soggetti interessati”. Naturalmente chi sbaglia paga: in caso di prima violazione delle regole l’esercente se la ‘cava’ con una sanzione pecuniaria che va da 5000 a 20.000 euro ma chi sgarra una seconda volta e’ punito con la sospensione della licenza fino a tre anni.

Cangini parla da senatore ma anche da padre di due figli: una ragazza di 16 anni e di un ragazzo di 12. “Mia figlia ha cominciato ad andare in discoteca – ha concluso il senatore di Fi – e quando le ho raccontato che avrei presentato questa proposta di legge mi ha detto: ‘capisco perche’ lo fai e non hai torto, ma io spero che il Parlamento non l’approvi mai'”.

(Adnkronos)