Nuove scoperte a Pompei, torna alla luce un’alcova

Roma, 14 feb. (AdnKronos) – Ancora ‘novita” dal cantiere dei nuovi scavi della Regio V di Pompei. Ad emergere questa volta e’ un’alcova, come aveva gia’ prospettato il quadretto di Leda e il cigno, riaffiorato mesi fa nel corso delle operazioni di consolidamento dei fronti di scavo, lungo via Vesuvio. Alle spalle dell’ambiente, informa in una nota il Parco Archeologico di Pompei, torna in luce anche parte dell’atrio della dimora, con pareti dai vividi colori e l’affresco di Narciso, al centro di una di esse, che lo vede specchiarsi nell’acqua rapito dalla sua immagine, secondo l’iconografia classica.

L’amore, nelle piu’ svariate forme, trasuda dalle stanze di questa dimora che, gia’ dal corridoio di ingresso, accoglieva gli ospiti con l’immagine vigorosa e di buon auspicio del Priapo, anche essa gia’ documentata mesi fa e in analogia con quella della vicina Casa dei Vettii. Decori raffinati di IV stile caratterizzano l’intera stanza di Leda, con delicati ornamenti floreali, intervallati da grifoni con cornucopie, amorini volanti, nature morte e scene di lotte tra animali. Finanche sul soffitto, rovinosamente crollato sotto il peso dei lapilli, si estendeva l’armonia di questi pregiati disegni, i cui frammenti sono stati recuperati dai restauratori per ricomporne la trama.

Interessante, nell’atrio di Narciso, e’ la traccia ancora visibile delle scale che conducevano al piano superiore, ma soprattutto il ritrovamento nello spazio del sottoscala, utilizzato come deposito, di una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo. Una situla bronzea (contenitore per liquidi) e’ stata invece rinvenuta accanto all’impluvio. “La bellezza di queste stanze, evidente gia’ dalle prime scoperte, ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo per portare alla luce l’ambiente di Leda e l’atrio retrostante – afferma la direttrice del sito archeologico Alfonsina Russo – Cio’ ci consentira’ in futuro di aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di questa domus”.

Lo scavo della domus, ricorda Russo, “e’ stato possibile nell’ambito del piu’ ampio intervento di messa in sicurezza e riprofilamento dei fronti di scavo, previsto dal Grande Progetto Pompei, che sta interessando gli oltre 3km di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei. Nel rimodulare la pendenza dei fronti che incombevano minacciosamente sulle strutture gia’ in luce, sono venute fuori questi eccezionali ritrovamenti. In questa delicata fase, il collega Massimo Osanna sta proseguendo la direzione scientifica dello scavo per fornire il suo prezioso e competente supporto e garantire una linea di continuita’ scientifica alle attivita’ di scavo”.

‘Proseguono le straordinarie scoperte di questo cantiere – afferma Massimo Osanna – Si ripropone nell’atrio della casa la scena di un mito, quello di Narciso, ben noto e piu’ volte ripetuto a Pompei. Tutto l’ambiente e’ pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanita’, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all’interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e probabilmente pertinente agli ultimi anni della colonia, come testimonia lo straordinario stato di conservazione dei colori”.

(Adnkronos)