Tav: confartigianato veneto, impasse zavorra il paese in tempi di recessione

Venezia, 13 feb. (AdnKronos) – “Sia per le previsioni della Commissione, che per quelle del Fondo monetario internazionale, l’Italia e il Paese che quest’anno crescera meno in UE. E, per sperare di tornare a crescere servono piu investimenti. Alla crescita del PIL potrebbe infatti mancare la spinta degli investimenti privati che, con le esportazioni, hanno sostenuto la fase di ripresa avviata nel 2014. In una fase di rallentamento della congiuntura internazionale serve il sostegno alla domanda di maggiori investimenti pubblici. E’ su questo sostegno che il segnale TAV crea preoccupazione perche indicatore di un atteggiamento che ci zavorra in tempo di recessione tecnica”. E’ il duro j’accuse del presidente di Confartigianato Veneto, Agostino Bonomo.

“Ad esempio, le modifiche alla legge di Bilancio successive all’accordo con la Commissione europea finalizzato ad evitare la procedura di infrazione, per il 2019 hanno aumentato la spesa corrente di 9,7 miliardi di euro mentre hanno ridotto di 1 miliardo la spesa per investimenti. Solo nei prossimi due anni la manovra ha destinato quasi 13 miliardi di maggiori risorse agli investimenti – sottolinea all’Adnkronos – ma potrebbero essere ridotti per recuperare le risorse necessarie a sterilizzare i 23,1 miliardi di euro di aumenti programmati dell’Iva, importo decisamente superiore alla media dei 14,9 miliardi di euro di aumenti Iva disattivati nei precedenti quattro anni”, avverte.

“Infine la manovra di bilancio entrata in Parlamento a fine ottobre conteneva una espansione degli investimenti pubblici anche nel 2019 (+1,4 miliardi di euro) ma il recupero di risorse per portare il deficit al 2,4% al 2,0% del PIL ha tolto da questa posta 2,4 miliardi”, ricorda il presidente degli artigiani veneti.

(Adnkronos)

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