Il settore del gioco in Italia: i numeri relativi al 2017 comune per comune

Durante lo scorso dicembre 2018 il Gruppo Gedi ha pubblicato l’aggiornamento del suo database basato sull’inchiesta dell’Italia delle slot, relativo ai dati dell’anno 2017. Questa volta però il dato non si limite esclusivamente a raccogliere il volume di traffico e la spesa relativa alle macchinette slot machine, in quanto analizza nella sua totalità il dato che fa riferimento alle giocate per ogni tipo di gioco, con un occhio di riguardo maggiore per le slot machine di tipo VLT e AWP, ma senza dimenticare anche i dati che riguardano i casinò online, le scommesse sportive e le varie forme di lotterie nazionali, inclusi i gratta e vinci e il lotto. Da questo dato è emerso quindi che la spesa totale per il 2017 ha superato la cifra record di 101,8 miliardi di euro, spesa da cui bisogna però sottrarre quelle che sono state le vincite, che in genere sono pari al 65-70% rispetto alle cifre sopra indicate e che per il circuito del gioco online spesso salgono fino al 72%, visto che i casinò online legali effettuano un payoff più elevato rispetto al circuito del gioco di tipo fisico e terrestre.

Per quanto riguarda il dato che interessa il comune di Padova, la spesa pro-capite per tutti i giochi gestiti dallo Stato durante l’anno 2017 è stata di 940 euro, questo significa che Padova occupa la posizione numero 2.104 su 7954 comuni italiani, nella classifica generale delle giocate pro-capite.  Questo dato va quindi associato al numero 15 per quanto riguarda i comuni sopra i 50mila abitanti e fino a 200mila residenti, per la classifica generale delle giocate pro-capite. Andando a vedere invece i soldi spesi in giocate, Padova ha raggiunto quota 197,94 milioni di euro, di cui 148,91 milioni sono la cifra totale delle vincite. Tale vincite nel dettaglio appartengono alle slot di tipo AWP, per 40, 5 milioni di euro, mentre ci sono poi 7,8 milioni per il bingo e quasi 20.000 euro per il segmento delle scommesse sportive di tipo di fisico, giocate quindi nei centri scommesse che fanno parte del territorio padovano. Quanto va allo Stato? Per il 2017 sono entrate nelle casse dell’Erario 25,38 milioni di euro, mentre 23,65 sono toccate a concessionari, gestori ed esercenti, a norma di legge. Questa cifra include quindi il gioco legale che opera per conto dei Monopoli e dell’ente autonomo AAMS che regola e assicura il massimo della trasparenza per quanto concerne il settore del gioco nel nostro Paese.

C’è poi da evidenziare come su questi 101,8 miliardi di euro, spesi per il gioco, il 9.8% sia costituito dal gioco online rappresentato quindi dai vari casinò digitali, dalle poker room e dai siti che si occupano di betting online, raccogliendo le scommesse sportive che vengono effettate tramite internet dagli italiani, sempre per il circuito del gioco legale. In un momento in cui la realtà delle sale da gioco verte in una crisi nera, i casinò live Italia per il circuito digitale continuano a raccogliere consensi da parte degli utenti che prediligono il gioco online, sia per una questione di riservatezza, comodità e privacy, sia per un fattore prettamente legato alle vincite. I casinò online offrono come tutti sanno particolari condizioni e privilegi per i propri clienti, che spesso si traducono con bonus di benvenuto, premi, tornei creati ad hoc e dalla possibilità di accedere a jackpot e a un payoff più elevato rispetto al circuito del gioco dal vivo. L’offerta in questi anni è migliorata e aumentata, grazie al fatto che la concorrenza e l’importanza nevralgica del mercato italiano, a livello europeo hanno creato un terreno favorevole per gli appassionati di gioco che scelgono di sfidare la sorte giocando direttamente dal proprio smartphone o tablet.

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