Europee, in arrivo regole M5S per gli eletti

Maggiori tagli a stipendi

Roma, 11 feb. (AdnKronos) (di Ileana Sciarra) – di Ileana Sciarra

Tagli piu’ corposi agli stipendi, una ‘sforbiciata’ che uniformera’ le entrate degli europarlamentari M5S a quelle degli altri eletti grillini. E’ questa una delle nuove regole 5 Stelle per le elezioni europee ormai alle porte, regole messe nero su bianco e ora al vaglio del comitato di garanzia pentastellato. A partire dal 2014 gli europarlamentari dovevano restituire almeno 1.000 euro per mese. Ma nel 2019 si cambia: a quanto apprende l’Adnkronos, i 5 Stelle eletti a Bruxelles potranno tenere ‘solo’ 3.250 euro di stipendio. Considerando che il netto ammonta a 6.800 euro, la restituzione arriva a 3.550 euro al mese (calcolati sulla paga base).

Confermato quando trapelato nei giorni scorsi: Luigi Di Maio scegliera’ i capilista, con un piccolo correttivo rispetto al quale, pero’, le bocche sono cucite. Resta il divieto alla candidatura di massoni e la regola di non aver corso per altri partiti prima del 4 ottobre 2009, data di nascita del M5S: quest’ultimo paletto sembrava scricchiolare dopo una pronuncia del comitato di garanzia che aveva introdotto una piccola deroga a livello locale. E invece resta in piedi: avere avuto la tessera di un altro partito non verra’ perdonato.

A quanto apprende l’Adnkronos, ci sara’ un doppio turno per le ‘parlamentarie’, ovvero la selezione in Rete dei candidati. Al primo turno, seguira’ un secondo che terra’ conto dei vari correttivi, ovvero delle rappresentanze di genere – le cosiddette quote rosa – e delle circoscrizioni. Nelle regole non ci sarebbe traccia di eventuali multe per i cambi di casacca: nessun mistero – viene spiegato – le sanzioni per i presunti ‘traditori’ trovano dimora nel regolamento, non nelle regole per candidarsi. E c’e’ chi e’ gia’ pronto a scommettere che la multa non manchera’ e sara’ salatissima.

(Adnkronos)