Bankitalia, Gros-Pietro: “Istituzione indipendente”


Milano, 10 feb. (AdnKronos) – di Luca Crecchi

”Bankitalia? Un’istituzione indipendente che nel nostro Paese e’ sempre stata rispettata”. Non entra nella polemica sull’azzeramento dei vertici chiesto da Lega e M5s, ma Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Banca Intesa, non ha dubbi su quale sia per il Paese il vero tema da affrontare e respinge al mittente le critiche di chi dipinge un mondo bancario capace solo di truffare o di volere il male di imprese e famiglie.

”Al Paese -dice in una intervista all’Adnkronos- serve una visione globale, perche’ oggi siamo in una situazione in cui i problemi hanno delle soluzioni e delle traiettorie di soluzione che si muovono a livello globale. Se l’Europa agisce come un unico interlocutore allora e’ il piu’ grande e il piu’ ricco mercato del mondo, ma solo se come nazioni andiamo avanti tutti insieme. Se invece ci dividiamo e ci isoliamo, anche la Germania, il paese piu’ forte dell’Europa, diventa terribilmente debole nei confronti di attori come la Cina o gli Stati uniti”. Ecco perche’ non ha senso invocare interessi nazionali, strillare contro i nostri partner o prendersela random contro qualcuno ogni giorno. Un atteggiamento che ”non e’ un fenomeno solo italiano, ci sono altri paesi dell’Unione europea che portano avanti con molta determinazione gli interessi nazionali. Ma questi interessi, a livello mondiale non hanno possibilita’ di farsi valere; per essere forti e’ necessario trovare delle convergenze a livello europeo”.

E quindi spetta all’Italia decidere se stare in Europa o fuori dall’Europa, se recitare un ruolo di primo piano o no. ”Tocca a noi -sottolinea- essere credibili. Io ritengo che nessuno possa chiedere all’Italia sacrifici inutili o esagerati. Dobbiamo ricordarci che siamo un Paese fondatore dell’Unione europea, abbiamo lavoratori di grandissima capacita’, stimati in tutti il mondo e non a caso siamo la seconda potenza manifatturiera d’Europa”. Per questo e’ importante che vi sia ”la consapevolezza nel nostro Paese che siamo in un’Unione e che tutti i partner dell’Unione hanno i loro problemi e o i loro obiettivi. Si deve raggiungere una linea a vantaggio di tutti”.

Si puo’ prendere come esempio le regole sulle banche e vedere se vi siano asimmetrie, vantaggi o svantaggi per un paese o per l’altro. ”Il sistema unico di monitoraggio si sta adoperando anche per valutare possibili rischi di questi tipo. E quindi e’ importante interagire con le autorita’ europee, portando anche dei contributi critici, ma molto ben motivati sul piano tecnico”.

E secondo il presidente di Intesa non e’ utile prendersela con le banche che, al di la’ dei casi di mala gestione, rappresentano un volano importate per il Paese. ”Se guardiamo ad esempio alla sola Banca Intesa -dice- in questi anni abbiamo aiutato tantissimo le imprese a uscire da una situazione di non performing e sono 20mila nell’ultimo anno, riportando in bonis 100mila posti di lavoro”.

Non si puo’ neppure dimenticare che ”in una situazione di crisi le banche italiane hanno fatto il possibile e sono riuscite a intervenire anche perche’ non investono in speculazioni finanziarie, ma quasi esclusivamente finanziando imprese e famiglie. Certo quando c’e’ una crisi economica cosi’ profonda come quella del 2008 i prenditori, come vengono chiamati coloro che prendono i soldi, vanno in difficolta’ e le banche a loro volta seguono a ruota, ma insomma credo che si possa dire che il mondo bancario italiano e Intesa in particolare, abbia sempre abbondantemente creduto nell’economia reale aiutando imprese, famiglie e quindi il Paese”.

(Adnkronos)