Incubo pidocchi fra gli under 18, ecco perche’ tornano

Salute

Roma, 9 feb. (AdnKronos Salute) – Il bambino torna da scuola e inizia a grattarsi furiosamente, cosi’ scatta l’allarme pidocchi. “Ogni anno sono 1 milione e 200 mila in totale gli ‘under 18′ a fare i conti con i pidocchi, e queste settimane sono le peggiori, specie per chi ha bambini dai 3 ai 12 anni”. Parola del pediatra Italo Farnetani, ordinario alla Libera universita’ degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, che spiega all’Adnkronos Salute: “L’abbinamento tra il freddo delle ultime settimane, quello dei giorni della merla per intenderci, e ambienti chiusi e affollati ha favorito la diffusione di tutti gli agenti infettivi e anche di questi parassiti. La trasmissione dei pidocchi, poi, e’ agevolata dall’uso di sciarpe e cappelli, spesso appesi vicini fra loro o ammucchiati dai bambini”.

Se il problema e’ irrilevante fra i piccolissimi con meno di un anno, dopo diventa democratico: “Ogni anno sono colpiti 100 mila bimbi di 1-2 anni, 400 mila di 3-6 anni, 500 mila di 7-12 anni e 200 mila a 13-18 anni”, stima Farnetani. E l’infestazione, come ormai sanno bene molti genitori, puo’ ripresentarsi a distanza di poche settimane. “Quando un bambino presenta periodicamente i pidocchi, non e’ perche’ la famiglia non e’ stata diligente o abbia scelto un prodotto sbagliato – dice il pediatra – ma e’ solo che in classe c’e’ qualcuno che presenta i pidocchi e non fa il trattamento”. Ma come evitare fastidiose infestazioni? “Considerando che le uova del pidocchio ci mettono otto giorni a svilupparsi, e’ sufficiente che voi controlliate, per esempio il sabato, la testa del bambino, soprattutto sulla parte della nuca – raccomanda – se non osservate niente, il bambino non deve fare alcun trattamento, mentre se vedete le lendini, che sono piccole uova color avorio saldamente attaccate alla base del capello, e che soffiando non vanno via, eseguite il trattamento al bambino con il consueto prodotto”.

I pidocchi del capo “sono piu’ frequenti nel bambino in eta’ di scuola materna ed elementare, poi la frequenza diminuisce progressivamente. I genitori pero’ devono periodicamente controllare i capelli ai figli, soprattutto nella zona della nuca e dietro le orecchie. Quello che si vede piu’ facilmente in caso di presenza di pidocchi – ribadisce Farnetani – sono proprio le uova. E’ importante distinguerle dalla forfora che si deposita sul cuoio capelluto e soffiando vola via. Le lendini hanno una forma ovoidale di qualche millimetro e sono attaccate saldamente al capello a circa un centimetro dalla base; per asportarle bisogna esercitare una forte pressione con le dita o con un pettine”. Il famoso pettine fitto.

Trovare nella testa di un bambino i pidocchi “non significa scarsa igiene o trascuratezza dei genitori, ma solo l’essere venuti in contatto con persone che avevano a loro volta i pidocchi. Anche nel caso in cui i pidocchi ritornano dopo un primo trattamento, non significa che la cura e’ stata inefficace – assicura il pediatra – ma solo che e’ stata incontrata nuovamente una persona con i pidocchi. Oppure che nella classe non tutti hanno fatto il trattamento. Un ostacolo e’ legato anche al prezzo di questi prodotti, molto efficaci ma non certo a buon mercato”, dice.

La buona notizia, soprattutto per le bambine, e’ che “non e’ necessario tagliare i capelli. Basta fare un solo trattamento con i prodotti antiupediculosi e il bambino puo’ tornare a scuola, come previsto dalle leggi sanitarie”.

(Adnkronos)

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