Salute: mancanza di stimoli culturali fa male, parola di Dottoremaeveroche

Roma, 8 feb. (AdnKronos Salute) – La mancanza di stimoli culturali nuoce alla salute? A cercare di rispondere al quesito e’ ‘Dottoremaeveroche’, il sito di informazione anti-fake news della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, in una scheda a cura del ‘Pensiero Scientifico Editore’. Ebbene: la risposta e’ positiva, e fra i soggetti piu’ ‘vulnerabili’ ci sono bambini e donne. Esistono studi “che mettono in evidenza come l’esposizione a stimoli culturali sia una componente fondamentale della crescita della personalita’. La ‘poverta” puo’ non essere solo economica e come nuoce alla salute la deprivazione finanziaria, anche quella culturale puo’ avere conseguenze inaspettate”, si legge su Dottoremaeveroche.

Da dove nasce questa preoccupazione? “Applicare il concetto di disuguaglianza solo per indicare differenze di reddito e’ riduttivo se vogliamo analizzare il rapporto tra la disuguaglianza e la salute mentale”, spiega Alberto Siracusano, professore di Psichiatria all’universita’ di Roma Tor Vergata. “Oltre ai concetti di poverta’ economica, assoluta o relativa – sottolinea – e’ necessario considerare la presenza di nuove forme di poverta’, come, ad esempio, la ‘poverta’ vitale’. Con questa espressione intendiamo uno stato di privazione vissuto dalla persona in cui la mancanza non riguarda solo gli aspetti quantitativi, cioe’ quelli materiali ed economici, ma ha a che fare soprattutto con una deprivazione di tipo qualitativo, in cui e’ la dimensione relazionale, affettiva, valoriale, spirituale a essere non sufficiente”.

Il disagio economico e’ legato a quello culturale, al punto che le conseguenze negative dell’uno sono difficilmente distinguibili da quelle dell’altro. “E’ indiscutibile che la disparita’ economica pesi sulle altre forme di disuguaglianza”, prosegue Siracusano. “Nei contesti sociali caratterizzati da notevoli disparita’ economiche – precisa – vi e’ un maggior rischio di disuguaglianze culturali. L’accesso all’istruzione e’ un diritto che dovrebbe essere riconosciuto universalmente. Tuttavia, tanto nei Paesi a basso reddito quanto in quelli piu’ evoluti economicamente, e’ possibile riscontrare, nei livelli di istruzione, rilevanti differenze legate alle disparita’ economiche”.

I problemi nascono in eta’ evolutiva: “Le interazioni tra l’individuo e il contesto modellano lo sviluppo in una continua interazione tra i fattori ambientali, i fattori biologici e le attivita’ che consentono a ciascun individuo di interagire con quello che gli sta intorno. Le esperienze negative, ma anche le esperienze che vedono un accudimento del bambino, sono descritte come i fattori principali in questo processo e quindi danno una forte motivazione per un intervento precoce”, continua Siracusano.

Parlando in generale, inoltre, le donne hanno meno possibilita’ di fruire di consumi culturali. Altre considerazioni possono essere fatte a livello geografico, pensando a cosa significa vivere in una grande citta’ o, al contrario, vivere in una comunita’ piu’ ristretta, che non prevede la presenza di biblioteche, cinema, librerie e cosi’ via. “Le disuguaglianze di salute che oggi esistono tra Nord e Sud, tra Regione e Regione, tra Asl e Asl”, ha dichiarato di recente Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, “sono lapalissiane, ma anche scientificamente provate. Per queste ragioni noi medici e tutti gli altri professionisti sanitari condividiamo la preoccupazione sulle proposte politiche che vedono un aumento dei livelli di autonomia delle Regioni in tema di sanita’. Le maggiori autonomie in ambito sanitario rischiano di creare cittadini sempre piu’ poveri e cittadini cui viene negato il diritto alla salute”.

Quindi le ‘differenze’ fanno male alla salute? “Le differenze assolutamente no, le disuguaglianze si'”, risponde Siracusano, co-autore insieme a Michele Ribolsi del libro ‘La poverta’ vitale’. “Mentre il conflitto provocato dalla differenza puo’ essere fonte di arricchimento e di avanzamento – puntualizza – il conflitto che nasce dalla disuguaglianza puo’ generare disagio fino al punto di innescare una psicopatologia e incidere sulla salute mentale. La poverta’ vitale si inserisce in tutto cio’ proprio perche’ costituisce un fattore determinante nel provocare possibili conflittualita’ legate all’impoverimento delle capacita empatiche di capire l’altro”.

(Adnkronos)

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