discorso del Sindaco sulla cittadinanza onoraria a Enrico Vanzini

“Signore, signori, buongiorno.

Ringrazio le autorita’ civili, militari e religiose presenti ed in particolare la Associazione nazionale ex internati di Padova e la sezione di Masera’ per aver proposto questo riconoscimento che ha per noi tutti un grandissimo valore etico e morale e che ci emoziona profondamente.

Da pochi giorni abbiamo celebrato il “Giorno della Memoria” in ricordo delle vittime della Shoah e dello sterminio di altre decine di migliaia di persone tra rom, sinti, omosessuali, dissidenti politici, malati di mente, la cui unica colpa era di essere considerati esseri umani “inferiori” dalla criminale ideologia nazista. I pochi che si sono salvati da questo orrore spesso definito, credo a ragione, come l’inferno in terra, hanno continuato a patire, nel corpo e nell’anima, per tutta la vita le violenze subite. Enrico Vanzini, all’epoca militare del nostro Esercito, fu deportato dopo l’8 settembre per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale e collaborare con i nazisti. Una scelta di liberta’ e giustizia che gli e’ costata una odissea terminata solo il 29 aprile del 1945 con la liberazione del campo di concentramento di Dachau dove alla fine era stato internato. Pesava 29 chili. Irriconoscibile anche per i suoi genitori. I suoi occhi, il suo cuore, la sua memoria avevano impressi in modo indelebile il dolore e la violenza di cui era stato testimone e vittima.

Ci sono voluti molti anni, ma poi Enrico Vanzina ha sentito la necessita’ di raccontare quanto ha vissuto, non per se stesso, ma per fare in modo che la memoria e la conoscenza di quell’orrore non vada dimenticata. Un modo forse anche per dare un senso al dolore che ancora porta dentro. In questi anni ha incontrato migliaia di persone, soprattutto ragazzi e studenti, come quelli che oggi sono presenti in questa sala, e con semplicita’ e sincerita’ ha raccontato la sua storia, per farci riflettere come uomini e donne normali si sono trasformati in crudeli aguzzini.

I libri racconteranno per sempre questa pagina buia della nostra storia, ma il tempo inesorabile porta via con se’ i protagonisti di quelle vicende. Enrico Vanzini ha capito che il suo raccontare vale mille di questa pagine, perche’ nessun testo, nessuna memoria puo’ restituire l’emozione delle sue parole, lo sguardo dei suoi occhi mentre ripercorre il calvario di allora. Gli diciamo grazie, col cuore, per questo impegno che sappiamo gli costa fatica, nel fisico e nell’anima, ma che rende ancora piu’ forte il senso della sua testimonianza.

E’ quindi una grande emozione ed un grande onore, per me, conferirgli la cittadinanza onoraria, per aver scelto allora di non tradire la sua coscienza e per il suo impegno, oggi, di testimonianza, in particolare verso le nuove generazioni.

Dobbiamo tutti mantenere viva la nostra coscienza, perche’ non accada mai piu’ una tragedia simile”.

Sergio Giordani
(Tratto da: http://www.padovanet.it)

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