Sergio Dompe’: “Il contratto di sviluppo favorisce la competitivita’”

Roma, 29 gen. (Labitalia) – “Il contratto di sviluppo e’ stato molto importante perche’ ci ha cementato nei confronti di una decisione di investimento significativo, aiutandoci a prendere la decisione e a supportarci per la parte finanziaria che era estremamente rilevante. Gli investimenti industriali fatti, in particolare, sull’industria della conoscenza sono vitali perche’ non solo comportano una prospettiva di tipo industriale, ma anche un’occupazione estremamente qualificata e oggi tutti i paesi cercano di attrarre questi investimenti”. Cosi’ Sergio Dompe’, presidente e amministratore delegato della Dompe’ Spa, commenta il contratto di sviluppo – l’incentivo gestito da Invitalia (l’Agenzia nazionale per lo sviluppo) per sostenere gli investimenti di aziende di grandi dimensioni – che ha interessato l’azienda leader nel settore farmaceutico impegnata nella ricerca e nella produzione di farmaci.

“Ecco perche’ noi, ovviamente facilitati dal fatto che amiamo moltissimo il nostro territorio, con questo strumento ci siamo ancora di piu’ determinati a fare questo tipo di attivita’ qui in Italia. Questa attivita’, unita alle altre, aumenta la massa critica dell’investimento complessivo, che nel nostro caso supera largamente i 200 milioni di euro nei 25 anni, e da’ anche la possibilita’ di essere parte di un network internazionale competitivo sulle life sciences, cosa che noi in Italia abbiamo gia’ sviluppato in una maniera non indifferente. Quindi, e’ uno dei contratti che, secondo me, hanno contribuito a rispettare quello che e’ il presupposto di queste iniziative, che e’ di supportare e stimolare la competitivita’ del nostro paese”, sottolinea.

Un progetto di investimento industriale, consistente nell’adeguamento dello stabilimento per produzioni a maggiore contenuto tecnologico e prospettive di crescita (Progetto Oki Plant), un nuovo reparto di confezionamento e nuovo magazzino per lo stoccaggio sono stati gli obiettivi del contratto di sviluppo, che e’ stato sottoscritto nel novembre 2014. Ad oggi, il relativo progetto risulta completamente realizzato, grazie a un investimento complessivo di 40 milioni di euro, di cui 10 milioni dall’agevolazione concessa, e un impatto occupazionale di 22 addetti (che sono passati da 260 a 282).

“In questo percorso, Invitalia e’ stato decisamente un buon partner, un partner – aggiunge Dompe’ – che non ha avuto eccessi di burocrazia e questo nel nostro paese ha un particolare significato. Laddove ci sono stati dei cambiamenti, delle modifiche, ci sono state le necessarie flessibilita’, ovviamente con tutti i controlli del caso, che siamo i primi a ritenere appropriati e necessari. Abbiamo avuto un dialogo molto fluido con Invitalia”.

Il progetto ha permesso di ampliare un impianto biotech, utilizzato per la produzione di anticorpi monoclonali, presso lo stabilimento dell’Aquila, realizzato nel 1993 e che occupa una superficie di oltre 30.000 mq, dove Dompe’ concentra le proprie attivita’ produttive. Un polo che vanta un centro di ricerche interamente dedicato all’individuazione di nuovi rimedi terapeutici per malattie rare e orfane.

Oltre al progetto di sviluppo industriale, e’ stato realizzato un progetto di ricerca industriale e un progetto di sviluppo sperimentale, volti a identificare nuove formulazioni idonee al trattamento di patologie dermatologiche e basate su rhNGF per il trattamento di patologie degenerative della parte posteriore dell’occhio.

E proprio al Sud guarda Dompe’. “Il nostro Sud ha molte risorse, qualificate, a costi molto competitivi, che hanno la possibilita’ di essere generatore di valore per il nostro paese”, afferma il presidente e ad, ribadendo come il contratto di sviluppo sia uno strumento “assolutamente positivo e, in un momento in cui l’economia non soltanto italiana ma internazionale mostra segni di rallentamento, l’investimento qualificato e’ quello che puo’ meglio di altri combattere questo tipo di declino”. “E, se questo viene fatto sulle scienze della vita e sulla cosiddetta economia della conoscenza, l’investimento ha ancora maggiore significato”, aggiunge.

Dunque, “che attragga investimenti e’ fuori discussione” il contratto di sviluppo, e “per il Sud – osserva – questo e’ ancora piu’ importante”. “Ovviamente – avverte – con la cura di inserire questi investimenti non in situazioni che non siano collegate a una chiara catena di competenze e competitivita’: senza questo diventa negativo; se invece si fa questo si da’ un grande sostegno non soltanto alla crescita del Sud ma alla crescita del paese, che nel Sud trova delle risorse di particolare valore, con un rapporto di costo che e’ molto piu’ competitivo della stragrande maggioranza degli altri paesi europei”.

Dompe’ ricorda che “recentemente abbiamo fatto uno sviluppo a Napoli e devo dire che siamo contentissimi e prevediamo di aumentare per conto nostro del 60-70% le presenze nei prossimi 2-3 anni di persone super-laureate, in qualche caso anche italiani che sono tornati da attivita’ che avevano trovato all’estero”.

(Adnkronos)

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