Farmaci: una ‘app’ prevede overdose da oppioidi

Roma, 11 gen. (AdnKronos Salute) – Almeno 130 persone muoiono ogni giorno negli Stati Uniti a causa di una overdose da farmaci oppioidi, secondo i Centers for Disease Control and Prevention. Nel 2017, un anno record, i due terzi dei 72.000 decessi per overdose nel Paese sono stati causati proprio da questi medicinali antidolorifici e le stime preliminari indicano che i numeri saranno ancora piu’ alti per il 2018. Ma un gruppo di ricercatori dell’Universita’ di Washington ritiene che la tecnologia potrebbe essere la risposta, sotto forma di una app per smartphone.

Non riuscire a trovare una soluzione sta costando molto agli Stati Uniti. I Cdc stimano che l’onere economico totale dell’abuso di oppioidi da prescrizione sia di 78,5 miliardi all’anno, cifra che comprende i costi dell’assistenza sanitaria, la perdita di produttivita’, il trattamento delle dipendenze e il coinvolgimento della giustizia penale. I ricercatori dell’UW sostengono che l’algoritmo della nuova app sia in grado di rilevare con precisione i sintomi relativi al sovradosaggio in circa il 90% delle volte e puo’ persino monitorare la respirazione del paziente a una distanza di 3 metri. Per ottenere l’accesso a dati del mondo reale, gli scienziati hanno collaborato con il centro di auto-iniezione supervisionata di droghe a Vancouver, in Canada. Si chiama ‘Insite’ ed e’ il primo sito di consumo legale controllato in Nord America. I partecipanti hanno indossato un monitor sul petto per tracciare la loro respirazione e aiutare a elaborare l’algoritmo.

“Abbiamo chiesto ai partecipanti – racconta il team alla Cnbc – di preparare la loro dose di droga come avrebbero fatto normalmente, poi li abbiamo monitorati in modo che l’algoritmo potesse ottenere un valore di base della frequenza respiratoria. Abbiamo continuato il monitoraggio durante l’iniezione e nei successivi cinque minuti, perche’ quella e’ la finestra di tempo in cui si verificano i sintomi di sovradosaggio”.

Dei 94 partecipanti che hanno testato l’algoritmo, 47 avevano una frequenza respiratoria di 7 respiri al minuto o meno, 49 hanno smesso di respirare per un periodo significativo e due persone hanno avuto un evento di sovradosaggio che ha richiesto un trattamento con ossigeno, ventilazione e naloxone. In media, l’algoritmo ha identificato correttamente i problemi respiratori che prefigurano l’overdose nel 90% dei casi.

Ma i ricercatori volevano anche assicurarsi che l’algoritmo potesse rilevare a dovere gli eventi di sovradosaggio, che si verificano raramente nel centro Insite. Hanno dunque lavorato con i team di anestesiologia nella sala operatoria dell’UW Medical Center per ‘simulare’ le overdose, consentendo all’app di monitorare le persone e rilevare quando smettessero di respirare. Ebbene, la app ha predetto correttamente 19 delle 20 overdose simulate. Nel caso sbagliato, la frequenza respiratoria del paziente era appena sopra la soglia dell’algoritmo.

(Adnkronos)

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