Carige, Di Maio ai suoi: ‘Non abbiamo messo un euro’ Scatta il salvataggio

Roma, 8 gen. (AdnKronos) – di Antonio Atte

Roma-Bruxelles, il telefono di Luigi Di Maio – che si trova nella capitale belga per incontri in vista delle europee – e’ rovente. Le chat grilline ribollono: i parlamentari chiedono la linea da tenere sulla vicenda Carige, dopo che ieri sera il governo ha varato un decreto che introduce misure urgenti a sostegno della banca ligure, tra cui la possibilita’ per l’istituto di credito di “accedere – attraverso una richiesta specifica – a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale”. E la risposta del leader M5S e vicepremier non tarda ad arrivare. “Prima di tutto – si legge nel messaggio di Di Maio ai suoi, visionato dall’Adnkronos – per ora non abbiamo messo un euro nelle banche. Abbiamo solo dato una garanzia in caso di eventuali emissioni di titoli per evitare che succeda quello che e’ gia’ accaduto con le venete e con Etruria dove azionisti e obbligazionisti hanno perso tutto”.

Di Maio aggiunge: “Se dovessimo usare quella garanzia o metterci soldi pubblici, la Banca Carige diventera’ dello Stato senza fare regali a nessuno e senza che correntisti e obbligazionisti perdano nulla. E’ pieno di miei video del passato che dicevano una cosa molto semplice: se lo Stato salva una banca, la banca diventa dello Stato. E cosi’ sara’ se dovessimo intervenire”.

Una linea, spiegano fonti M5S, diffusa a chiarimento di alcune osservazioni mosse dai media nelle ultime ore e in risposta alle critiche arrivate dall’opposizione e in particolare da Matteo Renzie dal Partito democratico. Ma perplessita’ sul decreto sono state avanzate anche da esponenti del Movimento 5 Stelle, come i senatori Elio Lannutti e Gianluigi Paragone.

“Non si possono dare aiuti pubblici senza accertare le responsabilita’ della Banca d’Italia”, dice all’Adnkronos l’ex presidente Adusbef, che aggiunge: “Questa e’ una storia che viene da lontano e le responsabilita’” della crisi della banca “sono di Bankitalia. Tutti quelli che sono stati nominati sono fiduciari di Bankitalia”.

In un video postato sulla sua pagina Facebook, Paragone – che nella sua attivita’ di giornalista si e’ occupato dei recenti casi di crac bancari – pungola l’esecutivo ‘legastellato’ sulla vicenda Carige: “Vogliamo essere come i gilet gialli? Bene. Allora iniziamo a domandare a Bankitalia perche’ non controlla mai…”.

“Questo caso di Carige non puo’ finire come tutti i casi trattati dai governi precedenti, con una soluzione che e’ abbastanza simile a quella dei governi precedenti… E’ mai possibile – incalza Paragone – che nessuno all’interno del governo del cambiamento stia chiedendo a Bankitalia di rendere conto delle proprie responsabilita’? Vogliamo farla questa benedetta commissione d’inchiesta?”.

(Adnkronos)