Don Francesco Maragno riposa tra le braccia del Padre

Don Francesco ci ha lasciati la mattina di domenica 9 dicembre, all’Hospice dell’Ospedale di Feltre, mentre a Segusino si stava celebrando la messa della comunità. Nato a Santa Giustina in Colle il 4 maggio 1951, ultimo di nove tra fratelli e sorelle, segue poi la famiglia nel trasferimento a Fratte e quindi a San Marco di Camposampiero, dove cresce all’ombra di don Mario Pertile. Ottenuta la maturità magistrale e dopo un periodo presso i Gesuiti di Trento, entra nel Seminario di Padova e viene ordinato prete il 10 giugno 1979. Il primo incarico ricevuto lo porta a Tencarola, quale educatore del Seminario minore, fino al 1983. Successivamente, per tre anni, è vicario parrocchiale a Vigonza (1983-1986), prima di passare a Vigonovo, dove rimane due anni con lo stesso incarico (1986-1988). Nell’autunno del 1988 è nominato parroco a Valli di Chioggia e vi presta servizio per undici anni, prima di diventare parroco di Noventana per altri tredici, dal 1999 al 2012. Nel 2012 diventa parroco di Segusino e, all’inizio del 2015, anche di Vas e Caorera, nel contesto dell’Unità Pastorale di Quero. La morte prematura di don Francesco colpisce una classe di ordinazione che ha già conosciuto la perdita precoce di don Tiziano Cappellari e don Valerio Bortolin.
Chi lo ha conosciuto nel tempo, lo ricorda prete convinto e generoso, contento di esserlo e in pace con se stesso; umile e paziente, trasparente e tenace, allo stesso tempo; di animo buono e riservato, ma pronto a raccontarsi, ad ascoltare con partecipazione e a mettersi in gioco nelle relazioni; capace di obbedienza convinta e affidabilità generosa; persona dalla presenza rassicurante e gentile, dalla fede limpida e gioiosa; incapace di proclami e stravolgimenti, quanto, piuttosto, di ridere di se stesso, senza mai mettersi in evidenza, col sorriso accattivante di chi preferisce guardare, osservare e ascoltare, piuttosto che esprimere giudizi. Lo si intuiva uomo di pensiero, dalle parole misurate e pacate, attento a custodire gli aspetti interiori della vita di fede e quindi a comprendere anche le persone nella loro umanità. Godeva della collaborazione e della compagnia dei preti conosciuti nei vicariati.

Nella parrocchie in cui ha volto il ministero di parroco, don Francesco non era il prete “tuttofare” o “accentratore” e preferiva mettere al centro la comunità. Ordinato e metodico nella pastorale e nella catechesi, attento ai valori educativi, dalla comunicazione semplice e non intellettuale, nei confronti dei collaboratori cercava chiarimenti e soluzioni, poneva i problemi e raccoglieva le risposte, esaminava e valutava, coinvolgendo nelle decisioni, assumendosi le responsabilità e invitando tutti a farlo. Lucido e preparato, nonostante la fatica che di volta in volta vi poteva essere, cercava sempre di fare del suo meglio.

Era un prete disponibile verso le persone soprattutto nell’accompagnamento spirituale. Amava la bellezza delle celebrazioni, che curava nei particolari. Nel contesto liturgico, il suo modo di leggere, le sue parole e il suo stile risultavano carichi di partecipazione e di espressività. Raccoglieva spartiti e materiale musicale avendo la passione della musica e del canto, tanto che nelle sue ultime celebrazioni ha voluto cantare anche quando la voce si faceva incerta e il fiato corto.

Don Francesco lasciava il segno, anche se le preoccupazioni lo hanno più volte scavato dentro, soprattutto quando doveva mettere assieme gentilezza e precisione, correttezza e parsimonia, organizzazione e attenzione agli sprechi. Gli ultimi mesi della veloce malattia hanno minato la sua forte fibra, ma sono stati un reale “esercizio” di serenità e di silenzio, di accettazione e consapevolezza, con tanti sorrisi dispensati e tanti “grazie” ripetuti, mentre godeva dei piccoli gesti di attenzione fisica che le persone gli garantivano.

A Segusino è stato scritto: «È entrato nella nostra vita senza quasi ce ne accorgessimo. Come è arrivato allora, così se ne sta andando adesso don Francesco, con discrezione e gentilezza».

I funerali vengono celebrati mercoledì 12 dicembre alle ore 10, dal vescovo Claudio, nella chiesa di Segusino dove martedì 11 dicembre alle 20.30 si tiene una veglia di preghiera. Dopo le esequie la salma sarà tumulata nel cimitero di Camposampiero (Pd).

(Diocesi di Padova)

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