Tav, i timori delle imprese


Roma, 5 dic. – Il governo cerca di rassicurare le imprese piemontesi sulla rapidita’ di esecuzione dell’analisi costo benefici cui sara’ sottoposta la Torino-Lione ma gli imprenditori restano seriamente preoccupati. La partita infatti, nonostante la garanzia espressa ancora oggi dal premier Giuseppe Conte di chiudere il ‘dossier’ “in tempi brevissimi”, entro dicembre, per poter decidere sui bandi di gara al piu’ presto, potrebbe in realta’, secondo alcuni, chiudersi non prima delle prossime europee e, per altri, andare addirittura anche oltre. Si chiude cosi’ il confronto di fatto interlocutorio svoltosi oggi a Palazzo Chigi con le associazioni d’impresa Si Tav, 13 sigle in rappresentanza di 33 associazioni, tra industria, commercio e artigiani accompagnati anche dai sindacati edili del Piemonte di Cgil, Cisl e Uil.

Procedere speditamente nel rispetto degli accordi internazionali sottoscritti tra Italia, Francia e Unione Europea, quindi, la parola d’ordine, ma anche mantenere il ruolo dell’Osservatorio tecnico per l’asse ferroviario Torino Lione quale luogo del confronto con i rappresentanti del territorio e, partendo dal presupposto che l’analisi costi-benefici non costituisce un elemento dirimente per la realizzazione dell’opera, sottoporla entro fine dicembre all’analisi dell’Osservatorio Torino Lione per l’eventuale condivisione. Queste le principali richieste presentate oggi a Palazzo Chigi.

”Il tema delle infrastrutture, della logistica e dei collegamenti internazionali – si legge nel documento – deve essere affrontato in maniera positiva e propositiva. Occorre quindi che le infrastrutture siano considerate come fondamentali per ogni politica di crescita e di sviluppo del nostro Paese e, in particolare, del Piemonte e di Torino. In questo contesto – precisa la nota – la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino Lione costituisce uno degli assi d’azione prioritari e fondamentali e non e’ e non puo’ essere merce di scambio con altre opere”.

”Piu’ in generale – prosegue il documento – chiediamo che si guardi alle infrastrutture come strumenti di crescita e sviluppo e non come spauracchi da allontanare dal nostro territorio e dall’Italia. Chiediamo che si guardi ai nuovi collegamenti compatibili con l’ambiente, con la sicurezza e con l’efficienza dei trasporti di persone e merci, come occasioni di crescita non solo per la produzione manifatturiera e dei servizi, ma anche per l’agroalimentare, il turismo, il commercio, la cultura, la convivenza civile, il benessere delle future generazioni”. 

Ribadendo, quindi, che le 33 associazioni rappresentate nell’incontro a Palazzo Chigi, che contano complessivamente 326.000 imprese oltre 1,3 milioni di lavoratori, un fatturato di 130 mld ed esportazioni pari a 48 mld, sono espressione del sistema dell’economia di Torino e del Piemonte in tutti i suoi molteplici aspetti, nel documento si esprime apprezzamento per l’incontro considerato ”l’inizio di un cammino”.

Nella nota si annuncia quindi che si proseguira’ ”giudicando le risposte sul tema della Tav e delle infrastrutture, valutando piu’ in generale le politiche economiche, delle infrastrutture e sociali che saranno, messe in campo, chiedendo conto di ogni scelta effettuata e dei relativi ritardi, facendo sentire la voce di chi ogni giorno lavora e produce ricchezza per tutti”.

Quanto alla composizione della Commissione del governo, spiegano le imprese, e’ arrivata una “decisa apertura” alla possibilita’ di integrare l’organo tecnico con un rappresentante Si Tav. Una possibilita’ questa caldeggiata dalle imprese stesse anche se, come spiegato al termine dell’incontro, le associazioni territoriali di imprese e sindacati sembrerebbero anche disposte a ‘barattare’ la presenza di un tecnico a favore della Torino Lione “in cambio di una velocizzazione dei tempi per lo sblocco dei cantieri”.

In una nota congiunta del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio e del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, il governo ribadisce come ”abbiamo ricordato che e’ in atto un’analisi tecnica costi-benefici, puntuale e non ideologizzata, e che al termine di questa istruttoria si tireranno le fila”. ”Riteniamo pero’ cruciale – continua la nota – che le opere da realizzare siano sempre rispondenti alle esigenze del Paese e dei territori, fatte secondo elevati standard di sicurezza e nel rispetto dell’ambiente”.

(Adnkronos)