Cowo, il primo Coworking Network italiano, compie 10 anni e oltre 100 uffici condivisi

(Milano, 29 novembre 2018) – Abbiamo chiesto al fondatore, Massimo Carraro, a che punto e’ il Coworking in Italia.

Milano, 29 Novembre 2018 – Nato a Milano Lambrate nel giorno del pesce d’aprile 2008, il Coworking Network “Rete CowoR” ha fatto parecchia strada: compie infatti, quest’anno, ben 10 anni di attivita’. Un vero record, in un settore che solo di recente ha iniziato ad affermarsi e a trovare una sua iniziale notorieta’.

I 10 anni sul mercato segnano un traguardo importante, e raccontano un passaggio fondamentale, non solo della Rete guidata da Massimo Carraro – il professionista del marketing che molti riconoscono come il “papa’” del Coworking italiano – ma di tutto il settore degli Uffici Condivisi e Collaborativi.

Non va dimenticato, infatti, che quando CowoR nasceva, nessun altro in Italia era attivo in ambito Coworking, tant’e’ che per diversi anni i primi spazi di Rete CowoR hanno rappresentato l’intera totalita’ dei “Coworking spaces” disponibili nel nostro paese.

10 anni dopo, la situazione e’ cambiata, con diversi attori che nel frattempo si sono attivati, a vari livelli e con diversi approcci, ma CowoR rimane di gran lunga il Coworking Network con piu’ aderenti: ben 106 in 72 citta’, in tutta Italia, e con due presenze in territorio elvetico, in Canton Ticino.

Rete CowoR e’ anche l’unico player sul mercato con un approccio focalizzato sui soggetti che, avendo gia’ una realta’ professionale attiva, desiderano attivare un’attivita’ di Coworking al suo interno. Il Network fondato da Carraro ha infatti un approccio trasversale: coinvolge studi professionali, aziende commerciali e industriali, societa’ di servizi, strutture associative, amministrazioni pubbliche… un’impostazione particolare, su cui Carraro e il suo team possono vantare una competenza e un know-how unico, non solo in Italia. Non a caso, il claim che campeggia sul sito istituzionale della Rete e’ “CowoR porta il Coworking nel tuo ufficio, dal 2008”.

Nel volgere lo sguardo su questi 10 anni di attivita’ insieme al fondatore del Network, viene spontaneo chiedergli cosa e’ cambiato e come si e’ evoluto lo scenario del Coworking in Italia, dal 2008 ad oggi. Max (come viene chiamato nell’ambiente) risponde cosi’: “Il Coworking sta diventando parte della vita di sempre piu’ professionisti e aziende, anche oltre le start-up tecnologiche e gli innovatori digitali, inizialmente protagonisti del fenomeno.

La cosa che piu’ mi fa piacere e’ proprio questa: vedere l’utilizzo dei Coworking diffondersi in ambiti che a uno sguardo superficiale possono apparire lontani da un approccio condiviso e collaborativo (sottolineo ‘collaborativo’) agli spazi professionali. Penso al mondo delle piccole e medie imprese, a categorie di professionisti come gli amministratori di condominio, o a settori come l’edilizia.

E anche rispetto all’offerta, ai soggetti che scelgono di condividere i propri spazi, fa piacere avere in Rete CowoR – insieme, a lavorare fianco a fianco – start-up tecnologiche e realta’ industriali, piccoli studi creativi e societa’ di consulenza, studi di registrazione per YouTubers e uffici legali… chi l’avrebbe mai detto che degli avvocati avrebbero fatto il Coworking tanto quanto gli smanettoni informatici? Eppure sta accedendo, e sta accadendo in Italia.

Mi sembra che in questi 10 anni, il nostro Network abbia contribuito molto a “sdoganare” il Coworking presso una insospettabile varieta’ di soggetti, sia come utilizzatori, sia come gestori. Devo dire che questo mi piace tantissimo, e gratifica i tanti sforzi di divulgazione culturale che io e i miei collaboratori facciamo tutti i giorni, da anni, per diffondere questo approccio all’utilizzo ‘smart’ degli spazi lavorativi”.

Un’altra evoluzione significativa che presenta il mercato del Coworking nel 2018 sta nella verticalizzazione degli spazi.

Non e’ piu’ una novita’, infatti, la presenza di spazi di Coworking orientati a uno specifico settore. Qualche esempio: i gli uffici condivisi per i digital, gli spazi per gli architetti, gli ambienti con la vocazione della formazione, o anche i Coworking per le Aziende. Abbiamo chiesto a Carraro se sia questa una tendenza rilevante.

“La valorizzazione dei singoli spazi, secondo le proprie caratteristiche, e’ senz’altro parte di un processo di crescita e di evoluzione positiva.

Quando ho iniziato io, nel 2008, il Coworking significava una cosa sola: una scrivania in mezzo ad altre, e null’altro… come del resto ci insegnavano gli sviluppatori della Silicon Valley che inventarono il Coworking intorno al 2005.

Ora un Coworking puo’ benissimo essere un centro culturale incentrato su una concezione evoluta del lavoro: vi si possono trovare – oltre ai servizi fondamentali di desk, ufficio, meeting – anche attivita’ di networking e formazione, occasioni di partecipare a eventi, proposte commerciali e di marketing da parte di soggetti partner.

Ogni spazio e’ diventato un piccolo mondo professionale: in tutto questo e’ logico e positivo che ognuno cerchi una sua identita’ che lo distingua e lo favorisca, anche a livello di specializzazione professionale. Mi vengono in mente i miei amici di Coworking Firenze, i quali – da esperti del mondo del primo soccorso – divulgano consigli su come comportarsi in caso di bisogno, o i consulenti specializzati in fattura elettronica attivi al Coworking Cagliari.”

Portando il ragionamento oltre i settori professionali, l’altra forte variabile che viene subito in mente a un osservatore, e’ senz’altro il territorio.

A seguire una certa narrazione, legata forse al mondo dell’innovazione, si puo’ vedere il fenomeno Coworking come circoscritto ai maggiori centri urbani, o al massimo alle aree metropolitane costituite dai territori intorno alle grandi citta’.

Piu’ volte Carraro ha ribadito il suo punto di vista, in disaccordo con questa visione, anche in virtu’ del fatto che gli spazi CowoR – che pure e’ un Network nato a Milano – si trovano oggi, nel 2018, un po’ ovunque in Italia, dalla Valle del Belice in provincia di Trapani alla zona industriale di Lugano, in Svizzera, dal cuore della Brianza alle citta’ d’arte toscane, dai centri del Triveneto alla Sardegna.

Afferma infatti il founder di CowoR: “Trovo superato, ammesso che sia mai stato valido, il concetto che il Coworking sia un’opzione riservata alle grandi citta’. E’ ampiamente dimostrato come l’idea del Coworking sia sempre pienamente compresa e apprezzata, indipendentemente dal trovarsi davanti alla Stazione Centrale di Milano, nell’hinterland di Napoli o sull’Appennino romagnolo (cito apposta territori sedi di spazi CowoR). Per dire: l’ultimo spazio Coworking che stiamo lanciando in questo periodo, nato con una precisa vocazione per le start-up e’ in provincia di Varese, a Castellanza, un comune di neanche 15mila abitanti: Coworking Castellanza… ma potrei fare anche gli esempiu’ di Coworking Vado Ligure (Savona), Coworking Sovico (Monza Brianza), attivo dal 2011, e tanti altri.”

Tutto facile, quindi, per il mondo del Coworking?

Replica Carraro: “Non e’ assolutamente facile. La sfida e’ complessa, piu’ di quanto sembri, e noi di Rete CowoR ci confrontiamo quotidianamente con questa complessita’, che ha componenti fisse, uguali per tutti i progetti (ad esempio far comprendere il tipo di servizio in termini di comunicazione e commerciali) e componenti variabili, in funzione del territorio e delle persone coinvolte.

Il Coworking tocca infatti moltissimi punti della dimensione lavorativa di un territorio: l’impostazione degli spazi, i professionisti che gravitano nell’area, le politiche pubbliche di sostegno (se ci sono), le capacita’ di creare community, il potenziale degli eventi, il marketing, la comunicazione sui social network… senza trascurare l’aspetto di sostenibilita’ commerciale, senza cui nessuna attivita’ puo’ vivere. Tante sono le cose che devono funzionare, noi ne stessi impariamo qualcuna di nuova ogni giorno.

Per interpretare tutto questo e trasformarlo in un Coworking che funziona, noi abbiamo un approccio assolutamente personalizzato e su misura: sappiamo bene che ogni spazio e’ diverso, perche’ riflette una diversa situazione socio-economica, una diversa risorsa in termini di struttura, una diversa dinamica di relazione tra quei professionisti di quel territorio.

CowoR e’ il contrario della standardizzazione: noi valorizziamo al massimo (o almeno cerchiamo di farlo) la diversita’ di ogni singola proposta di Coworking. E lo facciamo con tutti i mezzi e gli strumenti che e’ possibile attivare. Mi creda, di facile in tutto questo non c’e’ proprio niente, ma di entusiasmante si’, e parecchio.”

Per approfondire:

Sito ufficiale Rete Cowo

Sito ufficiale Coworking Firenze

Sito ufficiale Coworking Cagliari

Sito ufficiale Coworking Castellanza

Informazioni per aprire un Coworking CowoR:

Le 7 cose da sapere

I servizi offerti da Rete CowoR

(Immediapress – Adnkronos
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