Primarie e candidati, il timing Pd

Roma, 27 nov. (AdnKronos) – Convenzione nazionale il 2 febbraio, primarie il 3 marzo. Termine ultimo per la presentazione delle candidature il 12 dicembre. E’ quanto si legge nelle bozza di regolamento che la commissione congressuale sottoporra’ domani alla Direzione Pd, come apprende l’Adnkronos.

Nel testo, in 12 articoli, c’e’ anche la conferma che, se nessun candidato raggiunge il 51% ai gazebo, si va al ballottaggio tra i primi due in assemblea nazionale. Regola prevista dallo Statuto Pd che, si fa sapere, non puo’ modificare la commissione congresso ma soltanto l’assemblea nazionale dem.

Come la questione delle firme, sollevata dai ‘piccoli’. I candidati che hanno meno ‘apparato’ alle spalle chiedono infatti che venga abbassato il quorum di firme per candidarsi. Anche questo punto, si spiega, non puo’ essere cambiato dalla commissione congresso. Resta aperta anche la questione del tesseramento: i ‘big’ sono perche’ si chiuda domani, i ‘piccoli’ perche’ sia concessa fino all’ultimo minuto la possibilita’ di iscriversi e cosi’ poter votare nei congressi di circolo. Ovvero la prima fase del congresso dem, quella in cui si decide la ‘scrematura’ su chi accede alle primarie: solo i primi tre, infatti, possono accedere all’ultimo step congressuale. E sara’ la convenzione nazionale del 2 febbraio, in base ai risultati dei congressi di circolo, a proclamare i tre che vanno ai gazebo.

Una possibile mediazione potrebbe essere quella di chiudere domani il tesseramento cartaceo e lasciare aperta una finestra on line per alcune settimane. Quanto alle modalita’ delle primarie, nel documento si conferma che sono aperte a tutti ma, come nelle volte precedenti, si dovra’ sottoscrivere un testo in cui si dichiara di “riconoscersi nella proposta politica del Pd, di sostenerlo alle elezioni” e si accetta di essere registrati nell'”albo pubblico delle elettrici e degli elettori”.

(Adnkronos)