Pasti a misura di donna per un piano di longevita’

Milano, 15 nov. (AdnKronos Salute) – Nell’era della ‘medicina di precisione’, anche il cibo puo’ diventare un’arma mirata. A misura di donna. Per garantire salute in ogni fase della sua vita, anche nei momenti piu’ ‘fragili’ come la gravidanza e la menopausa, e costruire a tavola un programma di longevita’ personalizzato. A svelare i segreti della cosiddetta nutrizione funzionale declinata al femminile e’ Sara Farnetti, specialista in Medicina interna con una lunga esperienza nel campo della Fisiologia della nutrizione e del metabolismo.

Oggi a Milano, intervenendo al convegno ‘Sicurezza e malattie cardiovascolari nella donna’, organizzato dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere (Onda) in collaborazione con Daiichi Sankyo Italia, l’esperta esplora il tema della salute e della sicurezza ‘in cucina’. “Il cibo – spiega – funziona sempre come un progetto ormonale. Ad ogni pasto possiamo costruire quello piu’ preciso per la donna nella fase fertile, in gravidanza, nella menopausa e poi quando e’ piu’ anziana. La nutrizione funzionale ci aiuta a utilizzare il cibo per i nostri organi. Perche’ ogni alimento, combinato e preparato in modo opportuno, riesce ad attivare per esempio il fegato, a sollecitare in maniera meno importante il pancreas e quindi a ridurre la produzione insulinica, a sostenere la funzione renale e far funzionare bene la tiroide”.

Sicuramente, sottolinea Farnetti, “una delle chiavi e’ il controllo glicemico, o meglio ancora il basso indice insulinico che possiamo realizzare a ogni pasto. L’insulina e’ un ormone molto importante per noi, ma purtroppo e’ anche quello che poi innesca le malattie, non ultime quelle cardiovascolari, e ancora il cancro, il diabete, le patologie degenerative del sistema nervoso centrale. Ogni pasto, mixato appunto nei suoi alimenti, puo’ realizzare il progetto buono e sano del basso indice insulinico quando sappiamo combinare le proteine con i carboidrati, ma soprattutto con i grassi che vanno riscoperti – in base alle fasi della vita della donna – come alleati e non come cibi da temere e demonizzare”.

Cosa mettere in tavola, quindi, per ottenere il mix giusto? Pensando alle possibili scelte per il pranzo, Farnetti cita ad esempio come portata principale “un piatto di straccetti alla rucola o aromatizzati con un po’ di salvia”, con accanto anche una fetta di pane. “Il messaggio e’ che non bisogna dissociare – puntualizza – e optare per una prevalenza di proteine a pranzo (con un po’ di carboidrato) e una prevalenza di carboidrati a cena” per contribuire a “ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress” e permettere un miglior riposo.

La strategia, in poche parole, e’ giocare con i ‘cibi amici’. “Quando realizziamo il menu ideale – suggerisce Farnetti – pensando poi per esempio a una cena, optiamo per un piatto di pasta al dente e mantecata nell’olio e associamola a delle verdure. Magari iniziamo proprio con della verdura – cotta, ripassata o cruda – e piuttosto che terminare con il pane, una bruschetta o un frutto, completiamo il pasto con un cibo divertente, che risponda anche al bisogno di gratificarci: un pezzo di cioccolato extrafondente, quello vero, che sembra amaro e invece ci fa bene. Oppure un pugno di mandorle, ricche si’ di grassi ma soprattutto di minerali utili per la salute della donna”.

La linea da seguire, conclude la specialista, si riassume cosi’: “Corretto equilibrio dei nutrienti e ottima preparazione con olio extravergine d’oliva, perche’ cosi’ riusciamo a controllare sempre meglio il progetto ormonale”.

(Adnkronos)

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