Auto elettriche e car sharing, Italia fanalino di coda


Milano, 11 nov. (AdnKronos) – Italia nelle retrovie della classifica mondiale della mobilita’ del futuro. Infrastrutture inadeguate e quadro normativo arretrato sono i principali ostacoli allo sviluppo di car sharing, auto elettriche e a guida autonoma. In pole position nella graduatoria c’e’ la Cina, che supera Singapore. L’Italia e’ penultima nella classifica stilata da Roland Berger nel report ‘Automotive Disruption Radar’ sulla mobilita’ condivisa e la guida autonoma giunto alla quarta edizione. In totale sono 14 i Paesi presi in esame dagli analisti della societa’ di consulenza strategica di origine tedesca su un totale di 26 indicatori industriali suddivisi in cinque categorie: interesse del consumatore, regolamentazione, infrastruttura, tecnologia e attivita’ industriale.

Nell’indagine sono stati coinvolti 13 mila consumatori provenienti da Belgio, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Olanda, Regno Unito, Russia, Singapore, Stati Uniti e Svezia. L’Italia resta nelle retrovie – conservando il penultimo posto come nella terza edizione -, ma migliora l’interesse degli intervistati per l’acquisto di auto elettriche.

A pesare e’ lo stato delle infrastrutture, insufficiente e spesso arretrate. Sul fronte electric vehicles, ha la peggiore infrastruttura pubblica di tutta Europa come emerge dai numeri: ci sono 0,4 stazioni di ricarica ogni 100 chilometri, a conti fatti neppure una ogni 200 chilometri di strade. Per fare un confronto, in Germania la media e’ 4,5 stazione ogni 100 chilometri e dunque oltre 10 volte il risultato italiano. In Francia la quota e’ 2,3. Altra pecca che emerge dal report: il quadro normativo ancora non in linea con la rivoluzione tecnologica in atto, pur con un importante passo segnato dal decreto Smart Road varato nel corso del 2018 che consente l’effettuazione di test per la circolazione delle auto a guida autonoma.

“L’apparente arretratezza dell’Italia nel percorso di realizzazione della mobilita’ del futuro non e’ di per se’ un elemento negativo, perche’ il Paese dispone di molte eccellenze in ambiti tecnologici promettenti che sapranno conquistarsi la propria quota di valore. Inoltre, in un quadro di generale incertezza ed ambiguita’, il ruolo di smart follower puo’ consentire di governare una transizione complessa a condizione che si abbia consapevolezza dello scenario a tendere insieme alla volonta’ di rafforzarsi e ammodernarsi”, afferma Andrea Marinoni, senior partner di Roland Berger.

E prosegue: “Occorre che il Paese si doti di una vera politica industriale sulla mobilita’ del futuro, incoraggiando la realizzazione di un ecosistema che esalti le qualita’ delle nostre imprese e accelerando l’innovazione a partire dagli investimenti”. L”Automotive Disruption Radar’ mostra il balzo della Cina e quanto velocemente si stia muovendo il gigante asiatico. E’ ormai e’ il piu’ grande mercato mondiale sul lato automobilistico e allunga il suo distacco rispetto al secondo classificato: in soli sei mesi la Cina e’ passata da uno a cinque punti di distanza da Singapore sulla classifica generale.

Delle 700.000 vetture elettriche vendute a livello mondo, piu’ della meta’ sono state piazzate sul mercato cinese. Il 65% degli intervistati cinesi pensa che la sua prossima macchina sara’ elettrica. In Europa tale desiderio e’ espresso dal 30% del campione, sale al 40% per gli italiani. La Cina ha dimostrato grande interesse verso i veicoli self-driving e ha stilato linee guida standardizzate per la sperimentazione. Il quadro normativo e’ il piu’ aperto e duttile rispetto a quello degli altri Paesi osservati e ha permesso ad alcune aziende di attivare trial sperimentali su veicoli autonomi nelle citta’ di Pechino e Shanghai. Tra le altre nazioni sono il Regno Unito e’ riuscito a far approvare una specifica legge al riguardo.

(Adnkronos)

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