nota sulla delibera di Giunta relativa al Decreto Sicurezza

L’entrata in vigore del cosiddetto “Decreto Sicurezza” nelle sua formulazione attuale crea una serie di problemi anche alle amministrazioni comunali che probabilmente sono stati trascurati o sottovalutati. L’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, al di la’ dei profili di dubbia costituzionalita’ a cui fa riferimento anche il Capo dello Stato, mettera’ moltissimi stranieri in un limbo senza uscita. E’ del tutto evidente infatti che lo Stato non e’ in grado di rimpatriare che una piccola percentuale degli stranieri ai quali e’ negato il permesso di soggiorno, e che questi saranno di fatto costretti a vivere in una situazione di irregolarita’ che li espone oltre a rischi personali per quanto riguarda la loro sicurezza e salute, anche alla possibilita’ di essere trascinati nei circuiti dell’illegalita’ e della malavita. Infatti loro malgrado non potranno lavorare, e non potranno essere ospitati dal programma Sprar che si e’ dimostrato la migliore soluzione nella gestione del fenomeno migratorio. Per i Comuni questo vuol dire maggiori costi per assicurare a queste persone comunque un minimo di assistenza, la presenza sul territorio di stranieri privi di documenti, impossibilitati a lavorare o a partecipare a percorsi di inclusione sociale. Esattamente l’opposto di quello che serve per aumentare la sicurezza , reale e percepita da parte della cittadinanza, senza contare l’aspetto umano della situazione. Il Comune, in sintonia con l’Anci, chiede quindi che in fase di conversione in legge del decreto, siano inseriti i necessari correttivi a tutela sia della dignita’ delle persone interessate alla norma, sia dei Comuni sui quali sono scaricate responsabilita’, incombenze e costi in modo assolutamente arbitrario.
(Tratto da: http://www.padovanet.it)

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