Farmaci: emicrania, nuova cura ‘spegne’ interruttore del dolore

Roma, 30 ott. (AdnKronos Salute) – “Si apre una nuova era per la cura dell’emicrania”. Piero Barbanti, direttore dell’Unita’ per la cura e la ricerca su cefalee e dolore dell’Irccs San Raffaele Pisana di Roma definisce cosi’ un nuovo farmaco per la prevenzione dell’emicrania episodica e cronica che, dopo essere stato approvato in Usa, a breve dovrebbe arrivare anche in Europa e in Italia. L’esperto, intervenuto sul tema in occasione del Congresso della Societa’ italiana di neurologia (Sin) in corso a Roma, spiega all’AdnKronos Salute: “Questa nuova cura si basa su anticorpi monoclonali che mettono una sorta di blocco a una sostanza chiamata Cgrp, una piccola proteina che e’ il principale artefice dell’esplosione dell’attacco emicranico”. Un interruttore che ‘spegne’ il dolore.

“Cgrp – precisa – e’ un peptide che dilata e infiamma le arterie delle meningi e aumenta la velocita’ sulle ‘autostrade del dolore’. Gli anticorpi monoclonali sono in grado di silenziare questo peptide e hanno una tollerabilita’ incredibile, non distinguibile dal placebo. Basta un’iniezione mensile e gli attacchi si riducono. Inoltre migliora anche l’aderenza terapeutica, perche’ il paziente fa meno fatica a ricordarsi un’iniezione al mese rispetto a 3-4 compresse al giorno”.

L’emicrania e’ un patologia neurologica severa che in Italia riguarda 5 milioni di persone. E’ considerata una delle malattie piu’ disabilitanti al mondo, ed e’ la terza per numero di soggetti affetti. “E’ una tempesta nervosa che caratterizza un dolore forte, mai lieve, spesso unilaterale, che tende a essere pulsante, dare nausea e vomito, fastidio per le luci e per i rumori – ricorda Barbanti – L’attacco puo’ durare fino a 3 giorni ma, tra un attacco e l’altro, il paziente puo’ essere comunque disabilitato dai sintomi dell’attacco precedente, o dalla paura dell’attacco successivo”.

Attenzione a non confonderla con un banale mal di testa: “Avere mal di testa e’ una esperienza normale, fisiologica, ma non e’ una malattia – sottolinea l’esperto – L’emicrania e’ un sistema di allarme che suona a vuoto e ci sveglia urlando di fare qualcosa, quando invece non e’ successo niente. Essere emicranici vuol dire ereditare un cervello che trasforma in dolore gli stimoli non dolorosi. Un eccesso di legittima difesa che rovina la vita”.

“Le cure preventive esistono – prosegue – ma oggi abbiamo meno soluzioni rispetto a 10 anni fa, perche’ molti farmaci non sono piu’ in produzione – osserva ancora Barbanti – Sono sostanzialmente tutte cure non specifiche, e questo comporta molti effetti collaterali che determinano brevi periodi di trattamento. Uno studio recente ha dimostrato che 1 emicranico su 3 ha almeno 5 attacchi al mese, ma solo l’1,6% di questi fa una cura preventiva. Negli ultimi anni sono stati fatti dei passi avanti nella diagnosi della patologia, ma e’ sicuramente ancora sottotrattata”, conclude.

(Adnkronos)

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