Lotta allo smog: servono controlli e investimenti sulla mobilità sostenibile

(Ecopolis newsletter) È notizia di qualche giorno fa: la Regione, tramite l’Assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, ha comunicato che stanzierà una quantità di fondi destinati alla rottamazione e sostituzione delle auto più inquinanti.

Si tratta senza dubbio di una buona notizia, anche se bisogna sottolineare che se questa decisione fosse stata presa per tempo la sostituzione sarebbe potuta partire in anticipo rispetto ai blocchi stabiliti dalle Regioni padane e dal Ministero dell’Ambiente ormai più di un anno fa. Siamo invece appena a un annuncio, che per quanto importante, avrà bisogno di tempo per diventare realtà.

Ma questa buona notizia non può rimanere l’unica. Sull’esempio di quanto hanno fatto le Regioni nostre vicine manca ancora un importante investimento sulla mobilità sostenibile: in primis trasporto pubblico su gomma e su ferro. Perché se è vero che ci sono stati investimenti sul materiale rotabile è anche vero che quasi nulle sono le risorse aggiuntive sul servizio, come invece fanno da anni Lombardia ed Emilia Romagna. Assente anche un vero piano di incentivi per mezzi alternativi come scooter e bici elettriche, che confidiamo verranno decisi a breve.

Sul fronte delle amministrazione comunali il discorso è diverso. Tutti i capoluoghi* hanno – come d’obbligo – applicato i blocchi, chi con nessuna deroga chi con deroghe più importanti. Verona, ad esempio ha applicato una deroga in base all’Isee che pone come limite un valore doppio rispetto a quello di Padova, ampliando di molto il parco dei mezzi che potrà girare.

Dal nostro punto di vista pensiamo che meno deroghe si applicano, meglio è, e di conseguenza più si stimolano i cittadini a cambiare i proprio stili di vita. Ricordiamo infatti che il 57% degli spostamenti in auto a Padova dura meno di 15 minuti, ovvero si tratta di spostamenti di pochissimi chilometri, e un altro 34% di spostamenti è fra i 16 e i 30 minuti, che alla velocità media con cui si spostano le auto in città, vuol dire che la stragrande maggioranza di spostamenti fatti in auto a Padova possono essere coperti tranquillamente in bicicletta. È d’altra parte necessario che l’Amministrazione comunale faccia di più per aumentare le frequenza dei bus.

Vogliamo comunque vedere il bicchiere mezzo pieno: i blocchi di quest’anno sono più aspri rispetto a quelli del passato e viene delineata una strada anche per i prossimi anni. Fondamentali saranno però controlli efficaci e sanzione adeguate. Senza questi, i blocchi serviranno a poco.

Un’ultima considerazione: l’accordo padano [ne abbiamo parlato qui] ha il pregio di ragionare a livello di Nord Italia, scelta necessaria per combattere lo smog. Ma è carente quando impone i blocchi solo ai comuni sopra i 30.000 abitanti, lasciando delle maglie attraverso le quali i comuni delle cinture urbane riescono a evitare di applicare l’accordo, atteggiamento portato avanti dalla pressoché totalità del comuni della cintura urbana.

L’invito che rivolgiamo a questi sindaci quindi è molto semplice: anche nel vostro territorio si produce inquinamento, e anche i vostri cittadini si ammalano (le morti premature stimate dalla UE per l’Italia sono tra 50 e 60 mila per vari tipi di smog: PM10, PM2,5 Biossido di azoto, Ozono, tra i principali).
Siete voi i difensori della loro salute. Difendetela.

*È notizia di stamane, che ci lascia esterrefatti, che il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin ha tolto i blocchi: una scelta irresponsabile che come Legambiente condanniamo e sulla quale ci riserveremo di intervenire nelle sedi opportune.

La segreteria Legambiente Padova

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