Influenza: ogni anno costa alle famiglie italiane quasi mezzo punto di Pil

Roma, 12 ott. (AdnKronos Salute) – Ogni anno l’influenza e i virus ‘cugini’ costano alle famiglie italiane mezzo punto di Pil. Lo dimostrano i dati del primo studio nazionale che ha valutato i costi di queste patologie per le famiglie, confrontandoli con quelli sostenuti dal Ssn. La prossima stagione influenzale e’ stata definita “di intensita’ media” dagli esperti, che si aspettano circa 5 milioni di italiani contagiati. A questi si aggiungeranno gli italiani colpiti dalle infezioni respiratorie simil-influenzali di origine virale, che colpiscono durante tutti i 12 mesi, a differenza dell’influenza vera e propria che incide in un preciso e preventivabile periodo dell’anno.

Ebbene, l’esborso economico non sara’ leggero: le famiglie italiane spenderanno 8,6 miliardi di euro e lo Stato 2,1 miliardi, per un totale di ben 10,7 miliardi: quasi quanto una manovra economica. Ma sara’ proprio sui cittadini l’aggravio maggiore: le famiglie, quasi senza accorgersene, spenderanno in media 250 euro per influenza e sindromi parainfluenzali. Tenuto conto che ogni famiglia ha 2,3 componenti di media, l’esborso per i cittadini sara’ il doppio rispetto a quello del Servizio sanitario nazionale, che per ogni malato dovra’ sborsare 62 euro l’anno.

I risultati dello studio, che verranno presentati durante il XIX Congresso nazionale della Societa’ italiana di pneumologia, a Venezia dal 13 al 15 ottobre, dimostrano che la maggioranza (tre quarti) dei costi deriva dall’assenteismo lavorativo e/o scolastico indotto dall’infezione influenzale o simil-influenzale, oltre che dalla spesa per farmaci sintomatici di fascia C e quindi a totale carico del cittadino: per antitosse, mucolitici, antinfiammatori e aerosol si spendono circa 27 euro l’anno, mentre per il vaccino antinfluenzale, che potrebbe evitare molti dei casi di infezione respiratoria da virus influenzali, appena 2,40 euro.

“La spesa relativa alle giornate lavorative perse per influenza e sindromi simil-influenzali non e’ percepita dai cittadini, ma ha un impatto molto rilevante per la societa’ – interviene Stefano Nardini, presidente della Societa’ italiana di pneumologia – I costi diretti e indiretti di queste patologie sono molto elevati per le famiglie italiane e questi dati sono molto importanti perche’ costringono a confrontarci con la necessita’ della prevenzione. Influenza e sindromi parainfluenzali consumano le risorse del Ssn per i costi diretti dovuti all’assistenza dei soggetti ad alto rischio, ma drenano un enorme quantita’ di denaro fra i piu’ giovani per i costi indiretti dovuti alla perdita di produttivita’. Complessivamente, si tratta di un esborso enorme per il Paese: e’ percio’ senz’altro opportuno rivalutare le strategie di prevenzione per le diverse fasce d’eta’”.

La ricerca, condotta da Roberto Dal Negro, responsabile del Centro nazionale studi di farmacoeconomia e farmacoepidemiologia respiratoria (Cesfar) di Verona, in collaborazione con Research & Clinical Governance di Verona e AdRes Health Economics and Outcome Research di Torino, ha coinvolto un campione di 1.200 italiani rappresentativo della popolazione generale.

“I nostri dati – riferisce – mostrano innanzitutto che queste patologie riguardano circa il 60% della popolazione e sono molto frequenti: il 52% fa un episodio all’anno, ma il 44% ne fa da 2 a 3 all’anno, e circa il 4% piu’ di 3: per una media di 1,8 episodi/anno. Il costo dei farmaci acquistati per gestirli e’ ripartito pero’ molto diversamente fra Stato e cittadini: il Ssn spende circa 16 euro, soprattutto per antibiotici e corticosteroidi, mentre le famiglie spendono 27 euro in medicinali di fascia C a totale carico del cittadino, per automedicazione e gestione dei sintomi”, osserva Dal Negro.

“Per il Ssn – precisa Nardini – la maggioranza dei costi deriva dalla gestione dei pazienti piu’ gravi: il 39% della spesa e’ imputabile ai ricoveri, il 15% agli accessi in pronto soccorso. Per la societa’ e per le famiglie l’aggravio maggiore e’ invece causato dalla perdita di denaro connessa alle assenze sul lavoro: l’88% del costo annuo di influenza e sindromi simil-influenzali deriva infatti dalla perdita dei giorni lavorativi, una spesa ‘silenziosa’ che passa quasi inosservata, ma che pesa sui bilanci del Paese per quasi mezzo punto di Pil”, ribadisce.

“I dati dello studio – riprende Dal Negro – mostrano inoltre che un quarto dei soggetti intervistati spenderebbe di tasca propria oltre 20 euro per prevenire un episodio di influenza o una sindrome simil-influenzale, anche se nel caso dell’influenza la pratica della vaccinazione, pur a basso costo per la famiglia e per il Ssn, risulta ancora sottoutilizzata. Di fatto, nonostante il 70% degli intervistati consideri essenziale la vaccinazione, solo il 14% si vaccina ogni anno e circa il 60% non lo ha mai fatto”.

“La discrepanza fra cio’ che affermano i cittadini e le effettive azioni sanitarie – conclude l’esperto – puo’ riflettere una ancora scarsa conoscenza del problema da parte dell’opinione pubblica, ma anche la necessita’ di un sostanziale miglioramento delle azioni istituzionali in termini di capillarita’ del messaggio e di efficienza”.

(Adnkronos)

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