Animali: assessore veneto, per peste suina cinghiali segnalare rinvenimenti sospetti (2)

(AdnKronos) – “Nell’intero territorio regionale e attivo dal 2017 il Piano regionale triennale di controllo del cinghiale, sulla base di un parere positivo dell’ISPRA ossia dell’istituto faunistico di livello nazionale – ricorda l’assessore – Il piano si realizza tramite la vigilanza volontaria e l’ausilio di operatori volontari, formati, abilitati, autorizzati e coordinati dalla stessa vigilanza e opera anche, con le opportune cautele, anche nelle aree sensibili come il Parco dei Colli Euganei, dove il suide, prima ancora di essere causa di danni ingenti all’agricoltura e di impatti stradali, esercita un effetto negativo su numerosi habitat tutelati dalla Rete Natura 2000”.

“Inoltre – prosegue l’assessore – in un ambito limitato della Lessinia, e autorizzato, a fini sperimentali, un limitato prelievo venatorio del cinghiale. Cio significa che, grazie alla collaborazione tra guardie provinciali, guardie volontarie e operatori abilitati al controllo e mondo venatorio, disponiamo di una rete di persone attrezzate e qualificate nel territorio in grado di individuare tempestivamente e di segnalare con efficacia eventuali sospetti di infezione”.

“Raccogliendo l’appello alla sorveglianza da parte dei ministeri della Salute e dell’Agricoltura, ho da subito ritenuto necessario fare appello al senso di responsabilita di tutti i soggetti coinvolti dal controllo e di quelli interessati all’attivita venatoria nei confronti del cinghiale – conclude Pan – perche portino all’attenzione delle autorita veterinarie competenti ogni anomalia rilevata nel corso della loro attivita: solo un intervento precoce e mirato puo isolare il vettore del contagio e impedire il diffondersi di una epidemia letale per il comparto dei suidi, e per la quale non esistono ne cure ne vaccini. Il mondo venatorio, in questo caso, puo essere un buon alleato dei servizi di vigilanza veterinaria”.

(Adnkronos)

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