”Un miracolo”, il racconto dei ragazzi salvati nella grotta

Bangkok, 18 lug. (AdnKronos) – Un miracolo. Cosi’uno dei ragazzi emersi dalla grotta thailandese di Tham Luangha descritto il momento in cui i giovani calciatori hanno sentito e poi visto arrivare i sommozzatori venuti a salvarli. Uno dei ragazzini, di 14 anni, soprannominato Dul, ha raccontato quei momenti durante la conferenza stampa in cui i baby calciatori – dimessi dall’ospedale – hanno risposto alle domande della stampa, prima di tornare alla loro vita normale. Dul ha riferito che a un certo punto hanno sentito delle voci ma non credevano che potesse esserci qualcuno. Poi uno dei sommozzatori inglesi e’ emerso dall’acqua. “Gli ho detto ‘Hello”‘, ha raccontato. Erano sorpresi che non fosse thailandese, ha spiegato Dul, che ha parlato di un momento miracoloso.

“E’ stato un evento del tutto inaspettato, ho imparato che quando commettiamo errori, ci sono delle conseguenze”, ha affermato ancora il 14enne, aggiungendo: “D’ora in poi, vivro’ la mia vita al massimo”.

Il membro piu’ giovane del gruppo, un ragazzino di 11 anni, ha detto che essere rimasto intrappolato nella grotta e’ stata la piu’ grande prova della sua vita. “Questa esperienza mi ha insegnato ad apprezzare la mia vita”, ha sottolineato.

I ragazzi avevano cercato di scavare un tunnel di uscita per mettersi in salvo. Lo ha raccontato in conferenza stampa il loro allenatore, il 25enne Ekaphol ‘Ake’ Chantawong. “Abbiamo cercato di scavare perche’ non potevamo stare solo ad aspettare i soccorsi”, ha detto l’allenatore, secondo quanto riferisce il ‘Guardian’.

Il coach ha spiegato che faceva spesso delle attivita’ con i ragazzi dopo gli allenamenti. Quel giorno avevano deciso di andare nella grotta, dove non erano mai stati, ma contavano di uscire presto perche’ alle cinque c’era la festa di compleanno di uno di loro. Mentre procedevano nella grotta hanno pero’ sentito l’acqua che saliva e si sono rifugiati nel fondo.

I 12 ragazzi, fra gli 11 e 16 anni, hanno raccontato che non avevano nulla da mangiare con loro e che sono sopravvissuti per nove giorni, fino a quando sono stati ritrovati, bevendo solo l’acqua che filtrava dalla parete rocciosa. L’allenatore ha confermato che trascorreranno tutti un periodo come monaci in un monastero buddista per onorare la memoria del sub thailandese morto durante le operazioni di salvataggio. In Thailandia e’ molto diffusa la tradizione di far trascorrere ai giovani ragazzi un periodo come monaci. Infine diversi ragazzi hanno detto di voler entrare da grandi nel corpo dei Navy seals thailandesi che li hanno soccorsi.

(Adnkronos)

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