UPA Padova: Decreto dignita’. Cosa cambia per il mondo del lavoro

Già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. In vigore dal 14 luglio

 Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2018, il decreto legge n. 87 del 10 luglio 2018, con le disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. 

Il decreto legge, in materia di lavoro, contiene numerose novità, tra cui si segnala:

– la durata massima, sia in caso di singolo rapporto che di successione di più contratti, viene ridotta da 36 a 24 mesi. Restano ferme al riguardo le diverse disposizioni dei contratti collettivi, nonché l’esenzione dai limiti di durata prevista per le attività stagionali; 

– all’interno del periodo massimo di 24 mesi, è possibile stipulare un primo contratto a termine “acausale” di durata massima pari a 12 mesi. L’apposizione di un termine superiore ai 12 mesi, e comunque non oltre i 24 mesi, è invece subordinata all’obbligo di indicare espressamente almeno una delle causali individuate dalla norma, ossia:

– esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività ovvero esigenze sostitutive di altri lavoratori

– esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria

In tema di rinnovi, il decreto stabilisce che:

• il rinnovo del contratto è subordinato all’indicazione della causale;

• per ciascun rinnovo è prevista l’applicazione di una maggiorazione dello 0,5% del contributo addizionale, pari all’1,4%, introdotto dalla legge n. 92/2012. Per ogni rinnovo, quindi, il datore di lavoro sarà tenuto a versare un contributo pari all’1,9% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali; 

-in caso di proroga, l’indicazione della causale è necessaria solo per i contratti di durata superiore a 12 mesi: per espressa previsione, infatti, il contratto può essere liberamente prorogato nei primi 12 mesi e l’indicazione della causale sarà necessaria solo qualora il termine complessivo (termine iniziale + proroga) ecceda l’anno; 

-i contratti stipulati per le attività stagionali possono essere rinnovati o prorogati anche in assenza delle causali. Per le attività stagionali, dunque, non opera il limite di durata massima di 24 mesi, in caso di successione di più contratti, e le proroghe e i rinnovi restano a-causali;

-il decreto riduce da 5 a 4 il numero di proroghe ammesse entro la durata complessiva massima del contratto. Il contratto si trasformerà, quindi, a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta proroga; 

-il termine per l’impugnazione del contratto viene elevato dagli attuali 120 giorni a 180 giorni, decorrenti dalla sua cessazione;

-in merito all’entrata in vigore, il decreto prevede che le nuove disposizioni si applicano: 

• ai contratti stipulati successivamente all’entrata in vigore del decreto nonché  ai contratti in corso che siano rinnovati o prorogati successivamente all’entrata in vigore delle nuove disposizioni.

Anche ai contratti in somministrazione si estenderanno le nuove misure di modifica della disciplina del contratto a tempo determinato ad eccezione degli articoli 23 (riguardante il numero massimo di contratti a termine stipulabili) e 24 (relativo ai diritti di precedenza) del D.Lgs. n. 81/2015.

Il Decreto Legge modifica, infine, l’indennizzo spettante per il caso di licenziamento illegittimo intimato a soggetti cui si applicano le disposizioni del D. Lgs. 23/2015 (Jobs Act, assunti cioè dopo il 21 marzo 2015), Indennizzo che passa da un minimo di 6 mensilità ad un massimo di 36.

L’indennizzo minimo che il giudice dovrà liquidare sarà, quindi, in caso di licenziamento illegittimo, di 6 mensilità aumentato di due mensilità per ogni anno di anzianità successivo al terzo, fino ad un massimo di 36. Per effetto di tale intervento normativo viene ad essere modificato anche il regime specifico previsto dall’art. 9 del D.Lgs. n. 23/2015 per le imprese fino a 15 dipendenti, per le quali l’ammontare delle indennità e degli importi risarcitori è dimezzato rispetto a quello previsto per le imprese oltre i 15 dipendenti, fermo restando il limite massimo di 6 mensilità. In caso di illegittimità del licenziamento per giustificato motivo o giusta causa, tali imprese sono state finora tenute al pagamento di un’indennità di importo pari ad 1 mensilità per ciascun anno di servizio e in misura non inferiore a 2 e non superiore a 6 mensilità. In virtù della modifica normativa, invece, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto la misura minima dell’indennità sarà di 3 mensilità, in luogo delle 2 finora previste.

Il decreto è entrato in vigore il 14 luglio 2018. 

Qui scaricabile il DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018, n. 87 pubblicato nella GU n.161 del 13-7-2018.

Allegati

(UPA di Padova)