Estate: bimbi italiani piu’ grassi d’Europa, regole anti-obesita’ in vacanza

Roma, 11 lug. (AdnKronos Salute) – Paradosso del Mediterraneo: i Paesi che vi si affacciano hanno il piu’ alto tasso di obesita’ infantile. La maglia nera va all’Italia: con il 21% di bambini obesi o in sovrappeso si attesta il primo Paese in Europa per obesita’ infantile, superando cosi’ Grecia e Spagna. A ricordare gli ultimi dati della Childhood Obesity Surveillance Initiative (2015-17) dell’Organizzazione mondiale della sanita’ sono gli esperti di Waidid (Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici). In Italia il 42% dei maschi e’ obeso o in sovrappeso, mentre tra le bambine il dato scende al 38%. E al Sud la situazione peggiora: ne soffre ben il 35%.

La buona notizia e’ che, nonostante i tassi elevati di obesita’, i bambini obesi e in sovrappeso nel nostro Paese sono diminuiti del 13% in meno di dieci anni, secondo quanto rilevato dal Sistema di sorveglianza Okkio alla salute. “L’obesita’ in eta’ pediatrica e’ un campanello d’allarme che i genitori non dovrebbero mai sottovalutare – avverte Susanna Esposito, ordinario di Pediatria all’Universita’ degli studi di Perugia e presidente Waidid – rappresenta un importante fattore di rischio di malattie croniche e, se presente in eta’ pediatrica, si associa a una piu’ precoce insorgenza di patologie come ipertensione, cardiopatie e diabete di tipo 2. La prevenzione e’ fondamentale per contrastare la diffusione del fenomeno. La diminuzione dei casi registrata negli ultimi anni e’ da ricondurre, infatti, all’enorme sforzo dei singoli Paesi, Italia compresa, nella prevenzione e nel controllo dell’obesita’”.

“L’obesita’ in eta’ pediatrica – interviene Laura Dalla Ragione, psichiatra, direttore della rete Disordini del comportamento alimentare Usl 1 Umbria – e’ spesso legata a episodi di bullismo, spauracchio di ogni genitore, che oggi si manifesta sempre piu’ precocemente, anche dai 6 anni in poi: il peso e l’aspetto fisico sono il primo motivo per essere bullizzati. L’obesita’ nei primi anni di vita e’ anche un fattore di rischio per i disturbi del comportamento alimentare in adolescenza e anche prima”.

Chi da bambino e’ stato obeso o in sovrappeso “ha piu’ probabilita’ in eta’ adolescenziale e adulta di sviluppare l’anoressia o la bulimia. Non da ultimo, l’obesita’ in eta’ pediatrica e’ un predittore certo dell’obesita’ da adulto; per questo motivo e’ importante prevenire sin dalla giovane eta’ e, nei casi conclamati, intervenire sulla patologia con un trattamento integrato, basato su un approccio psiconutrizionale e familiare”. L’estate poi, sottolinea Esposito, “dovrebbe essere il momento ideale per ridurre le calorie ai pasti e iniziare nuovi sport, ma spesso si associa a uno stravolgimento delle sane abitudini nell’alimentazione e nel ritmo sonno-veglia, soprattutto tra i bambini in eta’ prescolare e scolare”. Ecco dunque 10 regole ‘salva-peso’ in estate per i piu’ piccoli, dagli esperti di Waidid:

1) Bere molta acqua: si raccomanda il consumo di 1 litro al giorno fino a 10 kg di peso del bambino, 1 litro e mezzo tra 10 e 20 kg e 2 litri e piu’ dai 30 kg in poi

2) Non abbandonare l’abitudine alla prima colazione (magari ritardandola un po’) e prediligere dolci fatti in casa o prodotti da forno, latte, yogurt, marmellata, macedonie o ghiaccioli di frutta fatti in casa e centrifugati

3) Rispettare il piu’ possibile gli orari di pranzo, merenda e cena, limitando l’intermezzo di inutili e dannosi fuoripasto. Anche quando si pranza in spiaggia con i piu’ grandicelli, mantenere il giusto e sano apporto di carboidrati o proteine senza esagerare con le quantita’. Con i piu’ piccolini evitare di farli mangiare sotto l’ombrellone e di tenerli in spiaggia nelle ore piu’ calde (11-17) per evitare il rischio di colpi di sole e di calore

4) Dopo i pasti attendere 2 ore prima di fare il bagno

5) Mantenere un’alimentazione varia ricca di frutta di stagione e verdura. Limitare gli alimenti precotti o impanati e preferire alimenti freddi e leggeri. Un’alimentazione corretta prevede nell’arco di una settimana un consumo di: carne, pesce e legumi almeno 3-4 volte mentre formaggi, affettati e uova 1-2 volte

6) Lavare bene frutta e verdura: la scarsa igiene e’ spesso causa di salmonellosi, un’intossicazione caratterizzata da sintomi quali nausea, vomito, dolori addominali, diarrea e febbre

7) Fare attenzione al pesce e ai molluschi crudi: il pesce crudo puo’ essere portatore di un parassita, l’Anisakis, nocivo per l’essere umano perche’ puo’ causare manifestazioni gastrointestinali (simili a volte a quelle dell’ulcera peptica e a quelle dell’appendicite) o reazioni allergiche

8) Si’ ai gelati artigianali, ma meglio consumarli in posti conosciuti: i derivati di uova crude come gelati e dolci alla crema sono alimenti responsabili delle intossicazioni da Staphylococcus aureus

9) Non consumare cibi avanzati, soprattutto precedentemente riscaldati al sole o rimasti a temperatura ambiente per piu’ di 1 o 2 ore

10) Fare sport: l’attivita’ fisica e’ fondamentale per prevenire il sovrappeso, l’obesita’ e le malattie cardiocircolatorie; approfittare dell’estate per ridurre il tempo della Tv e dei videogiochi.

(Adnkronos)

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